26 Febbraio 2020

Porte chiuse e tv il calcio in castigo

spadafora: da lunedì forse basta restrizioni sky propone il chiaro, ma non ha i diritti
Senza spettatori, senza giornalisti e senza immagini in chiaro: il calcio ai tempi del coronavirus. Al termine di una giornata convulsa dove fitti sono stati i colloqui fra il ministro delle Sport Vincenzo Spadafora e le istituzioni sportive. E i ribaltamenti di scena non sono mancati: in mattinata era atteso un provvedimento che ampliasse a ogni stadio la disposizione di giocare a porte chiuse nel prossimo fine settimana, nel pomeriggio la conferma di limitare le misure di contenimento alle gare che si disputeranno nelle sei regioni colpite dall’ epidemia. Dopo aver partecipato al Consiglio nazionale del Coni, Spadafora ha spiegato: «Non esistono le condizioni o le motivazioni per ampliare le limitazioni al resto del Paese, neppure in via precauzionale. Anzi, se i dati non ci daranno indicazioni differenti può anche darsi che da lunedì non prorogheremo lo stop agli eventi sportivi nelle regioni coinvolte: potremmo delimitare ancora di più le aree, restringendole alle zone dove sono in corso i focolai». Rimangono 5 le partite di serie A che si giocheranno a porte chiuse: sabato Udinese-Fiorentina; domenica Milan-Genoa, Sassuolo-Brescia, Parma-Spal e Juve-Inter. Da definire la situazione di Samp-Verona, lunedì, quando il decreto avrà esaurito i suoi effetti. Non solo, i tifosi di Atalanta e Bologna potranno seguire le squadre a Lecce e a Roma. La serie B dovrebbe imitare la A: si giocherà a porte chiuse nelle regioni coinvolte e con il pubblico nelle altre. Hanno sospeso i loro tornei basket, volley e rugby che hanno date libere per recuperare le gare rinviate. Sotto la spinta del Codacons è stata ipotizzata la possibilità di trasmettere in chiaro Juve-Inter per dare a tutti i tifosi – e non solo agli abbonati alle pay tv – la possibilità di assistere al big match. Sky ha fornito la disponibilità a programmarla su TV8, il suo canale gratuito. La soluzione però risulta impraticabile poiché l’ emittente satellitare possiede solo i diritti criptati, non quelli in chiaro: una decisione del genere susciterebbe l’ attenzione dell’ Antitrust rappresentando una violazione della legge Melandri. Anche Mediaset e Rai si sono candidate con la Lega per trasmettere le gare che si disputeranno a porte chiuse. In realtà la trasmissione in chiaro delle partite sarà possibile solo in caso di intervento da parte del governo con un decreto e per una motivazione speciale (ordine pubblico…). Ipotesi assai remota. Ma gli abbonati o coloro i quali hanno acquistato il biglietto per una partita che si gioca a porte chiuse saranno rimborsati? Tutto dipende dalle singole società. Nello specifico la Juve attende la circolare governativa di attuazione del decreto per dare indicazioni in merito, così come il Milan che però ha già avviato l’ iter necessario al rimborso: riguarderà non solo il costo del biglietto ma anche la quota parte di abbonamento (un diciannovesimo del prezzo totale, dunque). L’ Inter è coinvolta per il rinvio della partita con la Samp e intende aspettare che venga stabilita la data del recupero prima di decidere come comportarsi. Il confronto con i blucerchiati dovrebbe essere fissato per il 20 maggio, unico mercoledì libero per i nerazzurri nel caso in cui arrivassero in finale di Coppa Italia e di Europa League, ma verrà anticipato se la squadra di Conte sarà eliminata. È tramontata l’ ipotesi di disputare Inter-Samp la prossima settimana facendo slittare al 13 maggio il ritorno della semifinale di Coppa Italia con il Napoli e al 20 maggio la finale. C’ è attesa anche per capire chi sarà ammesso sugli spalti per le partite a porte chiuse. Per la gara di domani tra Inter e Ludogorets ci sono 250 giornalisti accreditati, potrebbero essere ritenuti troppi e lasciati fuori anche loro per motivi di sicurezza.
monica colombo

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