9 Dicembre 2010

Porta Genova si ribella al tram che ruba il sonno

Uno stridore continuo, di giorno e di notte. Un fischio che non dà tregua, quello dei tram che sferragliano sui binari in curva tra viale Coni Zugna e corso Colombo, a due passi da piazzale Cantore. E che ultimamente, giura chi vive e lavora lì intorno, è pure peggiorato, nonostante i lavori di rifacimento di binari e scambi realizzati la scorsa estate da Atm. Un restyling che tra i residenti aveva suscitato speranze. Invece, la beffa. «Il cantiere era previsto da tempo, i tram non stavano più sulle rotaie e noi pensavamo fosse la volta buona – spiega Giovanna Barilli, portavoce del comitato nato contro il rumore da tram – e invece, se possibile, è pure peggio di prima. E’ come vivere in una stazione ferroviaria tanti sono i fischi che sopportiamo ogni giorno: io ho la camera da letto interna, doppi vetri, ma è ugualmente un inferno». Quattro le linee incriminate: 2, 9, 14 e 19. Con un distinguo: il peggiore è il 14, perché il modello più nuovo di tutti, il Sirietto, è anche quello che in curva fischia e sferraglia di più. Gli altri tre sono vetture più vecchie, le "Carrelli" risalenti agli anni Venti, che stridono poco ma sbattono sui masselli e fanno vibrare tutto il pavé. Solo quando piove il rumore si affievolisce. "Comitato antirumore tram corso Colombo – Porta Genova" si chiama il gruppo che protesta. I residenti delle due zone confinanti, condividendo lo stesso problema, si sono uniti e hanno mandato mail e scritto lettere a tutti, dal Comune all´Arpa, dall´Asl all´Atm. Nulla di fatto. Allora hanno raccolto un centinaio di firme tra chi è stufo di non dormire la notte ed essere molestato di giorno. Niente. Alcuni dirigenti di Atm, in un incontro che quelli del comitato hanno strappato la scorsa primavera, avevano assicurato migliorie. «Ci avevano pure promesso sperimentazioni con un certo liquido capace di attutire il rumore – racconta la Barilli – ma non se ne è più saputo nulla. Abbiamo chiesto, allora, di asfaltare con materiale fonoassorbente, ma la risposta è stata che il pavé non si può toccare perché tutelato dalla Sovrintendenza. S´inventino qualcos´altro, così non si può andare avanti». Da corso Colombo alla stazione di Porta Genova, un centinaio di metri e gli stessi problemi. Qui, la scorsa estate si è solo posato l´asfalto: per il cambio dei binari si vedrà, magari, in futuro. «Ci eravamo offerti di fare noi alcune rilevazioni acustiche dai nostri appartamenti per dimostrare che il fracasso c´è – spiega Massimo Iavicoli, residente e portavoce del comitato – ma Atm ha replicato che per loro fanno fede solo quelle dell´Arpa. Peccato che la stessa Arpa ci abbia detto che per situazioni di questo genere non esce a fare misurazioni. E quindi?». L´ultima mossa è stata rivolgersi al Codacons: con una raccomandata i residenti hanno chiesto ad Atm un intervento urgente. Se la risposta non arriverà, non resteranno che le carte bollate.
 

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