18 Settembre 2019

Porschegate, ecco la perizia «Euro 6 emissioni alterate»

concluso l’ accertamento tecnico. codacons canta vittoria (parziale) e invita gli automobilisti coinvolti a chiedere il risarcimento di 10 mila euro
Cristina GenesinÈ a una svolta il Porschegate, l’ inchiesta avviata dalla procura di Padova per accertare se siano stati truccati i test sulle emissioni degli scarichi inquinanti in alcuni modelli Porsche prodotti nel 2015 e importati in Italia.L’ esame tecnico«I risultati della perizia indicano, nelle vetture euro 6, la presenza di uno o più defeat device, dispositivi software in grado di riconoscere l’ effettuazione del ciclo di omologazione e ridurre artatamente le emissioni rispetto al comportamento su strada» si legge nella nota dell’ Associazione, «Più articolata la risposta dei periti per quanto riguarda l’ euro 5. In questo caso è evidente una strategia di ottimizzazione delle emissioni nelle condizioni tipiche di funzionamento del test di omologazione, ma la valutazione circa la conformità o meno di tale strategia al Regolamento 715 del 2007 della CE (Unione Europea) relativo alle emissioni di inquinanti viene lasciata dai periti al Giudice». La periziaIl professor Giovanni Cipolla, già direttore tecnico nel settore propulsori in Ferrari, e l’ ingegnere Antonello Caraceni hanno consegnato al gip Domenica Gambardella la relazione finale: erano stati incaricati di rispondere a una serie di quesiti nell’ ambito di un incidente probatorio, meccanismo di anticipazione della prova processuale. In particolare dovevano verificare se nella centralina del motore dei modelli finiti sotto accusa fosse stato installato quel defeat device, il software in grado di riconoscere l’ esecuzione del ciclo di omologazione e di alterare i risultati delle emissioni inquinanti, ma anche accertare le modalità di funzionamento del dispositivo eventualmente ritrovato. Codacons condivide in parte le conclusioni: «Il consulente del pm, il professor Carlo Rossi, al quale si sono associati i nostri consulenti, ha presentato un’ elaborazione dei dati, dalla quale si evince la presenza, anche nel caso di motori euro 5, di un defeat device di quelli espressamente vietati».Ora la parola torna al procuratore aggiunto Valeria Sanzari, titolare dell’ indagine. Otto gli indagati, tutti al vertice di Porsche Italia spa che ha sede a Padova, capofila italiana della casa automobilistica tedesca dove si smistano le vetture d’ importazione. Secondo Codacons ora «si apre la strada ai risarcimenti in favore degli automobilisti coinvolti» afferma Codacons, «Invitiamo tutti i proprietari di vetture Porsche Cayenne o Macan con motore diesel 3.0 VL, modello euro 5 e modello euro 6, a costituirsi parte offesa perché, se come sembra si arriverà a processo, sarà possibile chiedere in tribunale 10 mila euro di risarcimento». —

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