Porschegate, due archiviazioni Ma per sei l’inchiesta va avanti
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fonte:
- La Nuova Venezia
PADOVA Porschegate, l’inchiesta va avanti nei confronti di sei indagati tutti di cittadinanza tedesca ai vertici della casa automobilistica: presidente di Porsche Italia Felix Brautigam; componenti del consiglio di amministrazione Michel Hans Piech, Wolfgang Porsche, Wolfgang Lutz Meschke, Ulrich Bernard Maier e Siedfried Matthias Mueller. accuse ipotizzate sono frode nell’esercizio del commercio, truffa e violazione delle norme che puniscono il delitto colposo contro la salute pubblica. Lo ha deciso il gup di Padova Domenica Gambardella, respingendo in gran parte la richiesta di archiviazione dell’indagine avviata per accertare se siano stati truccati i test sulle emissioni degli scarichi inquinanti nei modelli Porsche Cayenne diesel 3.0 V6 Euro 5 ed euro 6 omologate tramite ciclo Nedc prodotte nel 2015 e importate in Italia. L’indagine nasce da un esposto di alcune associazioni di consumatori (Codacons e Movimento difesa del cittadino tutelati dai legali Carlo Rienzi, Gianni Ricciuti e Matteo Moschini). È subito battaglia fra i legali di Porsche e il procuratore aggiunto Valeria Sanzari. Così vengono incaricati dei super- nell’ambito di un incidente probatorio (meccanismo di anticipazione della prova processuale): con la partecipazione di tutte le parti sono analizzate auto “a campione”. Il risultato? Nelle Porsche Cayenne euro 5 ed euro 6 è verificata l’installazione di un dispositivo di riconoscimento del ciclo di omologazione (defeat device) che riduce le emissioni inquinanti durante il ciclo di omologazione. Al contrario in strada tali emissioni sono superiori: nell’euro 5 tra 1,92 e 1,55 volte oltre il limite di omologazione; nelle euro 6 subiscono un incremento del 93%. Entrambi i dispositivi sono vietati da norme europee. Tuttavia secondo la procura non c’è la prova che i vertici di Porsche Italia fossero a conoscenza del dispositivo “taroccato”: da qui la richiesta di archiviazione alla quale si oppongono le associazioni dei consumatori. Accogliendo in parte l’opposizione il gip ha ritenuto di distinguere i ruoli degli indagati, sottolineando anche l’atteggiamento di totale chiusura dell’autorità giudiziaria tedesca (sono in corso indagini da parte della procura di Stoccarda). «Chiusura» u richiesta degli indagati per i quali la medesima procura ha attestato la loro estraneità all’indagine Il gip ha distinto tra struttura produttrice e addetta alla commercializzazione. Così va in archivio la posizione dei due italiani (il direttore di Porsche Italia spa Piero Innocenti di Treviso e il procuratore di Porsche Italia Luca Baldin di Montebelluna). Quanto agli altri, il gip ha ordinato di ricostruire la catena di comando, i rapporti fra Porsche, Audi e Volkswagen e di chiarire se i sei indagati abbiamo partecipato alle scelte strategiche delle società. Tutto va in prescrizione, comunque, nel 2022.– CRISTINA GENESIN
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