18 Gennaio 2018

Popolari, sotto la lente il decreto sul fondo

 

VENEZIAFavorire i più anziani, chi ha invalidi in famiglia e carichi di famiglia (figli minori, studenti). A questo si aggiunge un eventuale stato disoccupazione e/o cessata attività e il reddito basso. Sono queste le proposte per regolare l’ accesso al fondo per il risparmio tradito avanzate dall’ associazione padovana Ezzelino III da Onara di Patrizio Miatello, che ieri a Roma con le altre associazioni di consumatori ha incontrato il sottosegretario al ministero dell’ Economia Pier Paolo Barletta. «Insieme alle associazioni abbiamo tracciato il percorso da seguire per individuare i punti fermi del decreto attuativo – ha spiegato al termine il sottosegretario del Pd -. È necessario, infatti, definire in maniera condivisa i criteri di accesso, le modalità di erogazione e l’ entità dei rimborsi, senza trascurare le tempistiche. È da questi elementi, infatti, che dipende la riattivazione di un rapporto di fiducia tra Stato e risparmiatori, indispensabile per dare nuova credibilità al mondo del credito». Presenti all’ incontro i rappresentanti delle associazioni “Unite per il Fondo”, un coordinamento al quale aderiscono Adiconsum, Adusbef, Adoc, Casa del Consumatore, Codacons, Ezzelino da Onara, Federconsumatori Veneto, Lega Consumatori e Unione Nazionale Consumatori. Con il sottosegretario è stato fatto il punto sullo stato di avanzamento del decreto del presidente del Consiglio dei Ministri, che dovrà rendere attuativo il fondo di ristoro per le vittime dei reati bancari, previsto nella Legge di bilancio 2018. È stata prevista una dotazione di 100 milioni di euro in quattro anni, che verrà finanziata attraverso il fondo interbancario di garanzia e il fondo dei conti dormienti. Potranno accedervi i risparmiatori, senza distinzione tra obbligazionisti e azionisti, delle ex banche popolari venete e delle quattro banche poste in liquidazione vittime di un danno “ingiusto”. Il riconoscimento del danno deve avvenire attraverso una sentenza del giudice o il ricorso alla Camera arbitrale dell’ Anac. Le associazioni hanno chiesto che il governo solleciti un incontro con i vertici di Banca Intesa Sanpaolo, riguardante i 100 milioni destinati a casi sociali, costi di gestione conto corrente e tenuta titoli, appianamento posizioni ex soci risparmiatori trasformati in debitori. Altra richiesta dei risparmiatori a governo e Regione del Veneto è quella relativa ad una soluzione urgente al problema Npl delle ex banche popolari venete, per evitare «una probabile spirale di recessione economica per chiusura imprese e abbassamento incontrollato dei valori immobiliari».Nicola Brillo.

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