18 Marzo 2020

Popolari, anticipo agli ex soci e domande entro il 18 giugno

decreto “cura italia”, il governo riconosce ai risparmiatori una tranche del 40% raduzzi del m5s: «è giusto che chi ha perso tutto inizi a essere risarcito»
Nicola Brillo / Venezia Anticipo del 40% della somma dovuta dal Fir e slittamento al 18 giugno dei termini per la presentazione della domanda. La conferma delle nuove disposizioni, contenute nel decreto “Cura Italia”, arriva dal deputato padovano del Movimento 5 Stelle Raphael Raduzzi (membro commissione Finanze): «Con l’ anticipo del 40% diamo finalmente ristoro a tutti i risparmiatori truffati, questo darà una certezza in più a tutti coloro che non hanno ancora concluso la domanda che i soldi ci sono e verranno utilizzati a questo proposito». «Con questo decreto vogliamo mobilitare quante più risorse possibili – prosegue Raduzzi – ed è giusto che chi aveva perso tutti i risparmi inizi ad avere un risarcimento». Nel decreto trova posto dunque la norma che modifica la disciplina del Fondo indennizzi risparmiatori. Due commi dell’ articolo 49 introducono altrettante novità. All’ azionista in attesa della predisposizione del piano di riparto – si legge nella norma – può essere corrisposto un anticipo nel limite massimo del 40% dell’ importo deliberato dalla Commissione tecnica a seguito del completamento dell’ esame istruttori. Stesso trattamento per il possessore delle obbligazioni. E slitta di altri due mesi (al 18 giugno 2020) il termine per la presentazione della domanda. «A quest’ ora, se le cose fossero state fatte bene fin dall’ inizio, si starebbero inviando i soldi ai risparmiatori – spiega Andrea Arman, presidente del “Coordinamento don Torta” -. Comunque vista la situazione non ci sono alternative: impossibile fornire consulenza ai risparmiatori e Banca Intesa per ragioni sanitarie limita la consegna di documenti. Ciò che è stato fatto dal governo è l’ unica cosa fattibile».Apprezzamenti anche dall’ associazione Ezzelino III da Onara. «Nei mesi scorsi avevamo chiesto lo sblocco totale degli indennizzi, ma questa notizia è sicuramente positiva vista l’ emergenza coronavirus – commenta Patrizio Miatello presidente dell’ associazione padovana -. Piuttosto che aspettare tre quattro anni, ora i risparmiatori potranno avere una parte di quanto spetta a loro. Ci sono persone che hanno estremo bisogno subito e visto l’ aggravamento della situazione con il coronavirus, questa è una manna dal cielo. Positivi i due mesi in più perché non vanno ad influire con l’ anticipo». L’ associazione padovana continua a fornire il servizio di inserimento delle domande sul portale. E continua nell’ opera di informazione: «Moltissime persone, specie anziane, non sanno ancora dell’ esistenza del fondo». Critico invece il Codacons. «L’ anticipo è un’ offesa per chi aspetta da almeno cinque anni un po’ di giustizia – spiega Franco Conte, presidente veneto -. In questa emergenza cerchiamo di superare le polemiche ed essere finalmente seri. Se si può dare un anticipo perché non liquidare subito gli indennizzi sino all’ importo di 50 mila euro, sarebbero soddisfatti oltre l’ 80% dei risparmiatori». Il Codancos ricorda che «la partita non è finita, abbiamo messo bene in chiaro nella domanda al Fir che è un acconto e ci riserviamo le azioni contro Banca Italia, Consob, Società di revisione oltre che verso i vertici delle due banche in Lca». –© RIPRODUZIONE RISERVATA.

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