19 Dicembre 2019

Popolare nella bufera In Procura incontro con i due commissari

Popolare nella bufera In Procura incontro con i due commissari
BARI Incontro ieri mattina in procura tra i magistrati che indagano sul crac della Banca Popolare di Bari e i commissari che da quattro giorni sono alle prese con la gestione dell’ istituto bancario. Alla riunione hanno partecipato i commissari Enrico Ajello e Antonio Blandini, il procuratore Giuseppe Volpe, l’ aggiunto Roberto Rossi e il sostituto procuratore Federico Perrone Capano. Si è trattato di un primo incontro propedeutico al lavoro di collaborazione e investigativo che verrà fatto nelle prossime settimane e, da fonti inquirenti, è emerso che è stato «consensuale, istituzionale e molto cordiale» basato su «collaborazione e fiducia». Il pool di magistrati al lavoro sullo scandalo che ha investito la Popolare e su almeno altre sei inchieste è coordinato dal procuratore Rossi; in particolare Perrone Capano è uno dei titolari dei fascicoli di inchiesta relativi al coinvolgimento degli ex amministratori e dirigenti della banca sulla ipotizzata mala gestione della banca. In una di queste indagini potrebbe confluire la registrazione audio in cui Gianvito Giannelli, ex presidente della Popolare e l’ ex ad Vincenzo De Bustis (che risulta indagato in alcune delle inchieste in corso) parlano della situazione della banca nella riunione straordinaria del 10 dicembre scorso con i manager dell’ istituto di credito. Giannelli rassicurando i direttori delle filiali diceva che «non c’ era alcun rischio di commissariamento» perché era in corso «un piano industriale serio che prevede l’ intervento di investitori istituzionali». Tre giorni dopo la banca è stata commissariata. Ancora più gravi le parole usate dall’ ex ad De Bustis che si lamentava della situazione che aveva ereditato. «Questo è un esempio di storia, di cattivo management, irresponsabile, esaltato tutti i conti economici truccati. Truccavate pure i conti economici delle filiali. Taroccati». Il file, finito agli atti delle indagini, è stato acquisito martedì mattina dalla guardia di finanza su ordine dei pm. Nei prossimi giorni la procura avvierà nuovi accertamenti in seguito all’ esposto presentato due giorni fa dal Codacons contro Banca d’ Italia in cui si chiede di «accertare il ruolo avuto dall’ ente di controllo nella grave situazione di crisi della banca, alla luce delle varie operazioni autorizzate e che hanno incrementato le difficoltà dell’ istituto di credito». Il Codacons ha chiesto anche «di disporre il sequestro dell’ elenco dei debitori della Popolare di Bari, allo scopo di verificare a chi siamo stati concessi prestiti, a quali condizioni e sulla base di quali requisiti». In altre parole il Codacons chiede di verificare «se la Banca d’ Italia abbia omesso di vigilanza ed anzi concorso nel crac della Popolare di Bari». Anche questa eventuale indagine potrebbe confluire in uno dei fascicoli già sui tavoli dei pm inquirenti. Le due indagini sulla Banca Popolare di Bari avviate più di recente sono a modello 45. Vale a dire senza indagati, né ipotesi di reato. La prima fa seguito alla lettera trasmessa alla procura dalla Consob sul mancato invio da parte della banca delle comunicazioni al mercato sulla situazione contabile. L’ altra inchiesta si basa sull’ esposto presentato a novembre da un azionista, relativo agli aumenti di capitale che risalgono al dicembre 2014 e al giugno 2015 e alle acquisizioni da parte della Popolare di altri enti creditizi. Il riferimento, in particolare, è alla vicenda Tercas, al centro di una precedente inchiesta nell’ ambito della quale sono state indagate dieci persone, tra le quali De Bustis e l’ ex presidente Marco Jacobini. C’ è poi la recente inchiesta relativa alla sospetta operazione di rafforzamento del capitale che risale ad un anno fa e non concretizzatasi, con una emissione obbligazionaria da 30 milioni di euro da far sottoscrivere ad una società maltese. Altre due vicende nate dal fallimento di aziende baresi hanno attirato l’ attenzione della procura sul comportamento della banca ad erogare crediti e agevolare le società in crisi. Una è quella sul fallimento di due società del gruppo Fusillo di Noci, Fimco e Maiora.

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