22 Febbraio 2020

Popolare di Bari, deserta l’ assemblea del Codacons

IL CASO È andata deserta l’ assemblea pubblica indetta da Codacons con gli azionisti e gli obbligazionisti della Banca Popolare di Bari per le valutazioni che i legali dell’ associazione dovevano fare circa gli strumenti, i rimedi e le iniziative più opportune volte a recuperare i risparmi investiti. Si sarebbero pure dovuti offrire i moduli delle prime istanze da inoltrare all’ istituto bancario, ma anche consegnare le nomine, in qualità di persone offese, da depositare preso la Procura di Bari. Ieri sera al Parco della scienza a Teramo non c’ era nessuno se non due aquilani giunti per la vicenda Alitalia che era interconnessa: «È strano – dice il vice presidente Codacons, Bruno Barbieri – perché a Bari abbiano rischiato quasi il linciaggio, dal momento che la sala era piccola, e a Genova c’ era la fila. Le modalità comunicative sono state le stesse ma la risposta diversa». Comunque, ricorda ai teramani, che in questo caso «ci sono concrete possibilità di recuperare le somme per gli ex azionisti Tercas, oggi in Popolare di Bari. Bisogna vedere se sono state rispettate dalle banche le normative sulla vendita delle azioni, come il diritto all’ informativa sull’ eccesso di concentrazione sull’ idoneità, la profilatura di rischio rispetto all’ acquisto, se non è stato fatto l’ azionista ha diritto a chiedere il risarcimento del danno». Comunque, Barbieri ricorda che sul sito c’ è tutta la modulistica. La sentenza del tribunale di Teramo del 21 gennaio del 2019, che aveva condannato la Tercas a risarcire i risparmiatori per la vicenda delle azioni illiquide e pericolose, offerte senza aver fornito la relativa chiarezza, giungeva invece da un’ azione giudiziaria promossa da Federconsumatori. Fu considerata apripista e in quel caso riguardò solo quattro risparmiatori (per una somma di 200 mila euro) anche se pendono tuttora altre 27 cause per una platea totale di 230 azionisti. Il comportamento di corso San Giorgio fu definito non corretto e non trasparente nel vendere i titoli azionari in occasione dell’ aumento di capitale del 2006. Tra le motivazioni si legge che le informative dovevano essere rilasciate anche «oralmente» e non relegate a lunghi fogliettoni di 200 pagine, inoltre le azioni erano pure vendute fuori i mercati regolamentati. «I commissari della Pop Bari interviene il sindaco di Teramo, Gianguido D’ Alberto devono tener conto della posizione di tutti i soggetti interessati, in particolare per ciò che riguarda Tercas e Caripe, perché, continuo a ribadire, sono loro ad essere fortemente penalizzati, cioè quella quota di Pop Bari più importante e più significativa, con le 99 filiali e 800 dipendenti». Il sindaco chiede che i commissari chiudano al più presto la loro relazione, in cui è previsto un piano di ristrutturazione, che tenga contro dei soggetti più deboli in primis «dei lavoratori e dei risparmiatori e anche della quota di soci azionisti». Maurizio Di Biagio © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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