18 Dicembre 2019

Popolare di Bari, c’ è un esposto «La verità su quelle operazioni»

il codacons alla procura di teramo «ora indagate per omessa vigilanza» confindustria rassicura i correntisti «nessun motivo per cadere nel panico»
IL CASO Quando ormai tutti addebitano alla Tercas di essere stata la madre del grande rosso all’ interno della Popolare di Bari, commissariata il 13 dicembre scorso, il Codacons si scaglia contro Bankitalia, con tanto di esposto presentato alla Procura di Teramo, perché si verifichi se palazzo Kock sia colpevole di omessa vigilanza, per di più in concorso, nel crack della Popolare. «Appare inaccettabile – si legge nel documento – che non abbia svolto la propria opera di controllo e, anzi, abbia consentito di acquisire ulteriori istituti con criticità abnormi che, sommati alle criticità accertate della banca pugliese, oggi finiscono per ripercuotersi sui risparmi di oltre 70mila soci». Il Codacons chiede il sequestro della documentazione bancaria affinché emergano i nomi dei predatori dell’ istituto pugliese «ricevendo somme senza adeguate garanzie e poi non restituendole». Difatti, con l’ esposto si vuole «non solo accertare il ruolo avuto dall’ ente di controllo nella grave situazione di crisi della banca, alla luce delle varie operazioni autorizzate e che hanno incrementato le difficoltà dell’ istituto di credito, ma anche disporre il sequestro dell’ elenco dei debitori della Popolare di Bari, allo scopo di verificare a chi siano stati concessi prestiti, a quali condizioni e sulla base di quali requisiti». I prestiti senza garanzie, assieme ai crediti deteriorati (anche se l’ ex presidente Nisii afferma che rientravano nei parametri nazionali), sarebbero stati anche la causa del commissariamento della Tercas nel 2012, banca la cui storia per molti dovrà essere riscritta completamente. In città non si è fortunatamente verificato l’ assalto agli sportelli ma serpeggia molta preoccupazione tra i correntisti, anche se rabboniti in parte dal governo che ha stanziato 900 milioni tramite Invitalia-Mediocredito. Ora anche Confindustria scende in campo rassicurando tutti: «Non conviene farsi prendere dal panico con dichiarazioni fuori luogo, evitiamo strumentalizzazioni, dobbiamo dar modo ai commissari di lavorare» è la dichiarazione del presidente degli industriali, Cesare Zippilli, che per il futuro aveva anche aperto ad una nuova banca del territorio. Il segretario provinciale di Federconsumatori, Dante Di Carlo, ricorda a tutti come «l’ intervento dello Stato sia stata la soluzione migliore, un sospiro di sollievo per tutti, non v’ erano alternative migliori benché c’ è da sottolineare come qui in città tutti vengano a spolpare l’ osso». Di Carlo continua a ricevere telefonate da teramani molto preoccupati: «Io cerco di presentare loro la situazione attuale, la vita continuerà più o meno come prima». Infine, il presidente Cna Teramo, Berardo Sofia, si auspica che «da parte del Governo via sia un accelerazione decisa nella proposta di un nuovo piano industriale capace di proporre un pacchetto di investimenti strategico per il rilancio dell’ Istituto barese con ripercussioni efficaci anche sul sistema imprenditoriale teramano ancora martoriato dal sisma del 2016-17 e che non può sopportare ancora un freno all’ erogazione di sostegni alle imprese». Ora si teme l’ ulteriore contraccolpo, troppi per il nostro territorio martoriato. Maurizio Di Biagio © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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