8 Gennaio 2020

Popolare di Bari, Ajello: «Ha un peso importante nelle regioni del Sud»

BARI – La Banca Popolare di Bari ha un peso «poco importante sul sistema» bancario italiano, con appena lo 0,73% dei depositi del sistema italiano. Tuttavia «rispetto alle singole Regioni, il peso cambia in modo significativo: in Abruzzo la quota di mercato è del 13% circa in termini di depositi e del 18% in termini di filiali», in Puglia del 9% e 7% rispettivamente, in Basilicata del 15% in termini di filiali, e “anche in Umbria ha un suo peso, così come in Molise». Lo ha detto Enrico Ajello, commissario straordinario della Popolare, durante un’ audizione alla Commissione Finanze della Camera. Ajello ha spiegato che tali difficoltà sono legate anche al fatto che, nonostante la vendita di crediti deteriorati, non è migliorato il NPL ratio dell’ istituto di apri passo con quanto avvenuto nel sistema bancario italiano: «anche per un effetto legato al patrimonio, la cui riduzione ja limitato la capacità di erogare nuovo credito. Questo ha creato una situazione di difficoltà». ASSEMBLEA PUBBLICA – Intanto il Codacons ha organizzato per sabato 11 gennaio, alle 17 nell’ hotel Rondò di Bari, un’ assemblea pubblica per «chiamare a raccolta tutti i risparmiatori» della Banca Popolare di Bari «interessati a tutelare i propri diritti e ottenere il rimborso dei risparmi andati in fumo». L’ invito dell’ associazione dei consumatori a «tutti gli azionisti e gli obbligazionisti che hanno subito in questi mesi dei danni di natura patrimoniale e non patrimoniale» è ad “attivarsi subito per entrare nel procedimento penale quali persone offese e, in futuro, quali parti civili richiedenti il dovuto risarcimento, nei confronti di tutti quei soggetti che risulteranno responsabili di comportamenti illeciti nella gestione della banca». Il Condacons spiega che per «avviare l’ iter risarcitorio è necessario che tutti i danneggiati chiedano subito alla banca una serie di documenti necessari ai legali per analizzare la loro posizione individuale al fine di valutare quali vie perseguire per ottenere il risarcimento del danno subito». L’ associazione evidenzia infatti che «l’ intervento del Governo anche se utile non è certo risolutivo del rispetto al diritto risarcitorio in capo agli azionisti e/o obbligazionisti» e «non può dare alcuna garanzia effettiva sul futuro della società».

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