7 Febbraio 2020

PopBari, via alla Banca del Sud

contributo di 900 milioni ma boccia (confi ndustria) avverte: «il credito non basta»
L’ Aula del Senato ha dato il via libera definitivo al ddl di conversione del decreto riguardante misure urgenti per il sostegno al sistema creditizio del Mezzogiorno e per la realizzazione di una banca di investimento. I voti favorevoli sono stati 209, nessun contrario e 9 astenuti. Le misure del provvedimento si inseriscono nell’ azione di rilancio della Banca Popolare di Bari che il 13 dicembre era stata sottoposta alla procedura di amministrazione straordinaria da parte della Banca d’ Italia. Dal sostegno dell’ occupazione e delle imprese del Sud all’ attribuzione a Invitalia di un contributo in conto capitale fino a 900 milioni nel 2020. Dai report sulle attivita’ finanziarie, alla conferma dei requisiti di onorabilita’, professionalita’ e autonomia per gli amministratori. Nello specifico, il decreto prevede l’ attribuzione a Invitalia di uno o piu’ contributi in conto capitale, fino a 900 milioni di euro nel 2020, per potenziare il patrimonio del Mediocredito Centrale (MCC). L’ obiettivo e’ consentire a MCC la promozione di attivita’ finanziarie e di investimento, anche a sostegno delle imprese nel Mezzogiorno, anche mediante l’ acquisizione di partecipazioni al capitale di banche e societa’ finanziarie. E’ prevista la possibilita’ di scindere MCC e costituire una nuova societa’ a cui sono assegnate queste attivita’ e le partecipazioni acquisite da banche e societa’ finanziarie. Le azioni rappresentative dell’ intero capitale sociale della societa’ cosi’ costituita sono attribuite al ministero dell’ Economia e delle Finanze. Al Senato non ci sono state modifiche. Sono state invece solo tre le modifiche approvate dalla Commissione Finanze della Camera al provvedimento. In particolare, un emendamento prevede che non si applichi il testo unico delle societa’ a partecipazione pubblica alla nuova societa’ a cui potranno venire conferite le partecipazioni della Banca del Mezzogiorno, ma restano confermati i requisiti di onorabilita’, professionalita’ e autonomia dei manager prevista dal testo unico bancario. Inoltre, viene stabilito che ogni quattro mesi MCC riferisca alle commissioni parlamentari competenti sull’ andamento delle operazioni finanziarie, “anche con riferimento ai profili finanziari e agli andamenti dei livelli occupazionali”. Entro il 31 gennaio di ogni anno dovra’ essere presentata una relazione sulle operazioni realizzate nell’ anno precedente. In caso di costituzione della newco, il Mef riferira’ in parlamento su scelte e programmi. Il decreto sulla Popolare di Bari che e’ stato convertito in legge oggi dal Senato e’ una risposta seria alle criticita’ del sistema bancario del Sud, con lo scopo di realizzare una banca di investimento per sostenere le imprese e quindi l’ occupazione. Al di la’ delle responsabilita’ gestionali che pure vanno ricercate e perseguite nella storia della Popolare di Bari, il provvedimento ristabilisce un quadro di chiarezza e rassicura e tutela i risparmiatori, restituendo al Mezzogiorno credibilita’ ed operativita’ necessarie ad una struttura fondamentale per lo sviluppo e la crescita”. Lo dice il senatore Dario Stefa’ no, vicepresidente del gruppo del Pd. “Se si immagina di attivare la crescita solo attraverso il credito facciamo un errore”. Lo afferma Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria rispondendo alla domanda se il decreto legge per la Popolare di Bari e il sostegno al sistema creditizio del Mezzogiorno che oggi ha avuto via libera definitivo al Senato bastera’ a rilanciare il credito e dunque la crescita delle imprese al Sud. “Non bastera’ – aggiunge Boccia a margine di un convegno nella sede di Confindustria a L’ Aquila – non dobbiamo confondere la questione del credito con la crescita. Va bene la politica monetaria ed espansiva a partire da quella che fa la Bce, ma occorre una politica economica all’ altezza della politica monetaria”. La crescita, ha aggiunto, “e’ un elemento determinante per attrarre credito”. Ancora una volta i risparmiatori truffati dalle banche vengono umiliati dallo Stato”. Cosi’ il Codacons commenta lo stop delle commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio all’ emendamento che avrebbe introdotto la possibilita’ di un anticipo del 0% dell’ indennizzo per azionisti, risparmiatori e obbligazionisti truffati dalle banche in crisi. “Con tale decisione i tempi dei rimborsi in favore dei risparmiatori coinvolti nei crac delle banche si allungano a dismisura – spiega il presidente Carlo Rienzi – Gia’ oggi chi ha perso i propri risparmi investiti in azioni e obbligazioni ha dovuto attendere anni per veder riconosciuti i propri diritti e per molti di loro, come i risparmiatori della Popolare di Bari, ancora non vi e’ alcuna certezza circa i ristori”. “L’ anticipo di parte dei rimborsi era una misura di buon senso e di sostegno per chi ha visto andare in fumo i risparmi di una vita, ma con la decisione odierna si e’ voluto infliggere una ulteriore umiliazione ai piccoli investitori truffati”.

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