PopBari, i manager prima del crac: «Cattiva gestione e conti truccati»
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fonte:
- Il Cittadino
Una registrazione di colloqui privati dei manager della Popolare di Bari ha aggiunto benzina sul fuoco delle polemiche che hanno investito la banca pugliese dopo il commissariamento deciso venerdì scorso da Bankitalia. «È stato veramente irresponsabile quello che è successo negli ultimi 3-4 anni. Questa banca è un esempio di scuola di cattivo management, irresponsabile, esaltato». Così l’ amministratore delegato Vincenzo De Bustis parlava il 10 dicembre in una conversazione riportata dal sito Fanpage. De Bustis avrebbe anche spiegato che nella banca c’ erano direttori di filiali che «hanno truccato tutti i conti». Il presidente Gianvito Giannelli si diceva invece certo del salvataggio della banca. «Non c’ è rischio di commissariamento. Entro Natale la banca sarà salva, ci appoggia il mondo politico, ci appoggia anche la vigilanza», assicurava Giannelli. La registrazione ha scatenato una valanga di polemiche a livello politico con ampi settori anche di maggioranza che chiedono di far chiarezza sugli effettivi intrecci tra banche e politica, le cui spese, come sottolinea Giorgio Mulè di Forza Italia «sono alla fine pagate dai correntisti e dai risparmiatori». Chi invece continua ad aver fiducia su una soluzione della crisi è l’ amministratore delegato di Unicredit Jeanne Pierre Mustier. «Noi siamo una banca commerciale, lasciamo che le Authority facciano il loro mestiere. E sono sicuro che faranno i passi giusti», ha assicurato Mustier. Di tutt’ altro parere il Codacons che annuncia di aver presentato un esposto in Procura contro Banca d’ Italia. Secondo l’ associazione dei consumatori, il conto pagato dai risparmiatori per i crack bancari degli ultimi anni ormai supera i 45 miliardi, tra fallimenti e liquidazioni, trascinando nel baratro oltre 1,3 milioni di risparmiatori italiani con una perdita media di 34.427 euro a risparmiatore. La sola Banca Popolare di Bari, sottolinea il Codacons, ha bruciato fino ad oggi 1,5 miliardi di risparmio dei 70mila soci attraverso l’ azzeramento del valore delle azioni. Come se non bastasse, la politica si sta scatenando anche in una polemica che riguarda la prossima commissione banche. Nell’ occhio del ciclone è finito il senatore M5s Elio Lannutti, che si era candidato alla presidenza e il cui figlio lavora come impiegato nella PopBari. Dall’ opposizione si sono levate accuse di conflitto d’ interessi: «Non mi ritiro dalla corsa alla presidenza – ha spiegato Lannutti -. Fin quando non mi chiederanno di lasciare io sono il candidato. Dov’ è il conflitto di interessi? Non esiste, è solo un impiegato». Il movimento 5 stelle starebbe già valutando alternative: in cima c’ è Carla Ruocco.
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