Pop Vicenza “speculatori” esclusi dal processo
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fonte:
- Il Gazzettino
BANCHE Processo crac Popolare Vicenza: fuori gli speculatori che hanno investito nei titoli della banca veneta dopo il 2015. Ammesse solo Banca d’ Italia e Consob con annessa Bce per il reato di ostacolo alla Vigilanza, Tagliati anche i soci risparmiatori che hanno accettato le transazioni offerte dalla gestione del fondo Atlante (circa il 15% dell’ investimento pari a 9 euro), ma solo quelli per i quali si sono prodotti documenti precisi. Ammesse quasi 8300 parti civili per il reato di aggiotaggio. Udienza fiume ieri in aula bunker a Mestre, iniziata alle 10,45 con la lettura dell’ ordinanza di 70 pagine del Tribunale di Vicenza e terminata nel tardo pomeriggio. Un documento meditato che farà da bussola al lavoro dei magistrati che dovranno giudicare sei imputati, compreso l’ ex presidente Gianni Zonin, e anche la Popolare di Vicenza in liquidazione, per un dibattimento che dovrebbe entrare nel vivo dopo Pasqua e che si punta a chiudere nel 2020 per evitare la prescrizione che scatterebbe nel 2021. I giudici ieri hanno fatto il punto delle parti civili e hanno definito il quadro entro il quale si muoveranno nelle prossime udienze. PARTI CIVILI Il primo fatto saliente è l’ esclusione dei soci che hanno comprato azioni dopo il 2015. «Il tribunale li ha definiti speculatori, e questo rende ancora più assurdo che invece questi investitori siano rientrati tra i possibili rimborsati dal fondo di indennizzi da 1,5 miliardi approvato dal Parlamento», sottolinea l’ avvocato Barbara Puschiasis di Consumatori Attivi, associazione con base a Udine molto combattiva: «In ogni caso chiediamo al governo di attivare al più presto il fondo emanando i decreti attuativi altrimenti c’ è il rischio concreto che i rimborsi non arrivino neppure quest’ anno». «Non condividiamo che sia stata esclusa una parte dei soci che hanno aderito alla transazione della primavera 2017, un’ operazione nulla perché la finalità esplicita dell’ accordo era quella di salvare la banca, condizione che poi non si è verificata sottolinea Franco Conte del Codacons Veneto – e quindi c’ è stata una disparità di trattamento». La prossima udienza dovrebbe essere il 2 aprile. M.Cr. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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