Pop Vicenza: i soci chiedono un miliardo
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fonte:
- Messaggero Veneto
e nelle aule giudiziarie cause risarcitorie per 650 milioni consob dà l’ ok alla quotazione in borsa. oggi tutti i dettagli
di Maurizio Cescon wUDINE «Ci siamo, il nostro futuro inizia adesso». E’ lo slogan con cui Banca Popolare di Vicenza annuncia la conferenza stampa, prevista per questa mattina a Milano, incentrata sull’ operazione di aumento di capitale e quotazione in Borsa. Dall’ enorme flusso di notizie emerse nella giornata di ieri su tutti i fronti – finanziario, legale, risarcitorio, vigilanza – che riguardano il delicato momento della banca, si può prevedere che l’ incontro tra i vertici e i media possa essere davvero l’ occasione per fare chiarezza su tutto, prima dell’ atteso sbarco a piazza Affari. Vediamo dunque nel dettaglio quali sono stati gli ultimi sviluppi per BpVi che, solo in Friuli Venezia Giulia, conta oltre 12.500 soci e un radicamento territoriale molto forte, in particolare tra Udine e Pordenone. I maxi risarcimenti. Sulla Popolare di Vicenza pendono richieste economiche giudiziali per quasi 650 milioni. A fine marzo «le richieste economiche avanzate in sede giudiziale e nei confronti del gruppo sono pari complessivamente a 647,4 milioni di euro», scrive la banca nel prospetto informativo pubblicato in vista della quotazione nella sezione relativa ai «rischi connessi ai procedimenti giudiziari in corso». Sono invece 4.752 i reclami presentati dalla clientela in relazione al collocamento e all’ operatività sulle azioni della banca. Complessivamente i soci chiedono poco più di un milardo di euro. I contenziosi instaurati per il fenomeno del capitale finanziato e le lettere di riacquisto dei titoli sono 79 per 294,5 milioni, di cui 206 milioni già ricompresi nei dati sui reclami. A fronte delle richieste dei soci la banca ha effettuato accantonamenti per 489 milioni di euro ma non esclude di dover procedere in futuro «ad ulteriori accantonamenti, anche significativi». Per la BpVi esiste infatti il rischio «rilevante» che «azionisti della banca – compresi quelli che hanno già sporto i reclami o instaurato un contenzioso nei confronti della Banca – promuovano contenziosi» per aver acquistato azioni della Vicenza «senza aver avuto conoscenza degli elementi di criticità emersi» nel 2015 dopo l’ ispezione della Bce, quella della Consob o in base all’ esito dell’ istruttoria dell’ Antitrust o anche «per aver sottoscritto le azioni a un prezzo ritenuto eccessivo o non correttamente determinato». Multe e Antitrust. L’ istituto presieduto da Stefano Dolcetta ha in corso procedimenti di natura tributaria per 10 milioni e rischia una multa dall’ Antitrust fino a 5 milioni. Quanto ai rischi col fisco «alla data del prospetto per la quotazione in Borsa sono pendenti circa 17 vertenze, per un ammontare complessivo pari a circa 10 milioni a titoli di imposte, interessi e sanzioni». Per quanto riguarda invece l’ istruttoria con l’ Agcm, notificata a inizio marzo e riguardante «pratiche commerciali scorrette», «il rischio sanzionatorio sussistente in capo è compreso tra 5 mila e 5 milioni di euro». Da Consob ok alla quotazione. Via libera della Consob alla pubblicazione del Prospetto informativo della Popolare Vicenza relativo all’ offerta pubblica di sottoscrizione e ammissione alle negoziazioni delle proprie azioni ordinarie sul Mercato telematico azionario (Mta) di Borsa italiana. Il periodo di offerta è cominciato ieri mattina e terminerà alle 13 del 28 aprile. La quotazione e il contestuale aumento di capitale prevede un’ offerta riservata per il 75% agli investitori istituzionali e per il 25% al retail e gli attuali soci. È quanto informa l’ istituto dopo l’ ok Consob. In particolare è prevista un’ offerta pubblica, per un controvalore minimo, di 375 milioni di euro, pari al 25% del controvalore dell’ Offerta globale rivolta agli azionisti e al pubblico indistinto in Italia. Un contestuale collocamento istituzionale per un controvalore massimo, comprensivo dell’ eventuale sovrapprezzo, di 1,125 miliardi, pari al 75% dell’ offerta globale, riservato a investitori istituzionali in Italia e all’ estero. L’ impegno di Atlante. Il fondo Atlante di Quaestio Sgr proporrà l’ estensione dell’ impegno a sottoscrivere per un massimo di 1,5 miliardi di euro l’ aumento della Popolare Vicenza anche «in caso di mancata ammissione alle negoziazioni delle azioni ordinarie sul Mta di Borsa Italiana e il conseguente venir meno dell’ offerta». Lo si legge in una nota «anche a chiarimento di quanto comunicato da Unicredit» e «ai fini del buon esito dell’ operazione di ricapitalizzazione» della Vicenza. Sanzioni per 6 del Cda. La Consob ha avviato sei procedimenti sanzionatori nei confronti di esponenti ed ex della Banca Popolare di Vicenza in seguito all’ ispezione condotta tra aprile 2015 e febbraio 2016. Molteplici le contestazioni, di cui risponde in solido anche la banca: si va – emerge nel prospetto dell’ aumento – dalle irregolarità nella definizione dei profili di rischio dei clienti ai finanziamenti per l’ acquisto delle proprie azioni, dalla gestione degli ordini di vendita da parte dei soci alla determinazione del prezzo delle azioni della banca. «I procedimenti sanzionatori avviati dalla Consob sulla Popolare di Vicenza sono «tardivi e inefficaci». Lo afferma in una nota Massimiliano Dona, segretario dell’ Unione nazionale consumatori. Per Dona Consob e Banca d’ Italia «non sono in grado di prevenire i danni alla clientela. Si tratta sempre di interventi ex post, quando le contestazioni suonano ormai come una beffa e i risarcimenti nei confronti dei consumatori difficili da ottenere». Class action di Codacons. L’ associazione dei consumatori invita azionisti e correntisti di BpVi ad aderire alla class action per chiedere il risarcimento dei danni subiti. Lo afferma Codacons dopo i provvedimenti sanzionatori avviati dalla Consob nei confronti dell’ istituto di credito, per gravi irregolarità nella definizione dei profili di rischio dei clienti, nei finanziamenti all’ acquisto delle proprie azioni, nella gestione degli ordini di vendita e nella determinazione del prezzo delle azioni della banca. «Azionisti e correntisti della banca possono far valere i propri diritti attraverso l’ azione collettiva avviata dal Codacons, costituendosi parte offesa dinanzi la procura di Vicenza che indaga sulla gestione dell’ istituto». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
maurizio cescon
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