22 Gennaio 2020

Pop Bari, primo passo per il decreto Ok dalla Camera, ora tocca al Senato

Via libera dell’ Aula della Camera al decreto legge sulla Banca popolare di Bari. Il testo, approvato a Montecitorio con 412 voti a favore, nessun contrario e 28 astenuti (i deputati di Fdi), passa al Senato. Immediate le reazioni, a cominciare da quella del Codacons, secondo cui il decreto non basta, perché ancora non vi sono certezze sulla sorte dei risparmiatori dell’ istituto coinvolti nel default. «A tutt’ oggi non vi sono garanzie sui rimborsi in favore di azionisti e obbligazionisti della banca che hanno visto i propri risparmi andare in fumo – spiega il presidente Carlo Rienzi – Per tale motivo il decreto passato oggi alla Camera, e che dovrà superare il vaglio del Senato, non può certo bastare al Codacons, perché si rischia di ripetere il caos registrato con le banche venete, con i risparmiatori che hanno dovuto attendere anni per veder riconosciuti i rimborsi, tra l’ altro parziali e nemmeno per tutti». «Per tale motivo continuiamo a ritenere la strada legale l’ unica possibile per ottenere giustizia, ed invitiamo i risparmiatori dell’ istituto a costituirsi parte offesa nelle inchieste della magistratura attraverso i moduli messi a disposizione sul sito del Codacons, diffidando da organizzazioni che per lo stesso servizio chiedono cifre spropositate e ingiustificate», conclude Rienzi. Mauro D’ Attis, deputato di Forza Italia, ha spiegato che i forzisti hanno votato a favoredel provvedimento, perché, anche se non scritto, risulta, che la ricapitalizzazione fino a 900 milioni di euro della Banca del Mezzogiorno avrà lo scopo, prima ancora della costituzione di un’ autonoma banca pubblica di investimento, di consentire alla stessa Banca del Mezzogiorno l’ intervento diretto nel rilancio della Banca Popolare di Bari d’ intesa. Forza Italia – ha continuato D’ Attis – sostiene con il proprio voto responsabile, gli interventi a tutela dei risparmiatori, guardando alla fase di cessione di assetti strategici – come nel caso della Banca Popolare di Orvieto -, e al rilancio della Banca Popolare di Bari come attore imprescindibile del territorio della regione Puglia e delle altre regioni del Sud interessate come l’ Abruzzo, considerando prioritaria la massima salvaguardia dell’ occupazione per i 3200 lavoratori interessati e il presidio territoriale degli sportelli, con il mantenimento della natura commerciale della Banca. Ma Forza Italia in questo caso specifico, è convinta della assoluta necessità di dover però fare una differenza di ragionamento tra l’ operazione di salvataggio di Banca Popolare di Bari e quella più impegnativa di istituire e rafforzare la Banca del Mezzogiorno. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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