19 Dicembre 2018

Pop Bari, nuova multa da Consob per gli aumenti di capitale

Contestata la presunta omissione di informazioni esaustive agli azionisti. Il comitato dei consumatori attacca: “Vanno accertate le condotte della banca” Nuova stangata sulla Banca Popolare di Bari, sanzionata per 170mila euro dalla Consob a causa della presunta omissione di informazioni esaustive agli azionisti negli aumenti di capitale relativi agli anni 2014 e 2015. La multa arriva a poco più di due mesi da altre due delibere pesanti dell’ organismo di vigilanza (poi sospese dalla Corte d’ appello), che aveva multato per quasi due milioni. Mentre la Procura di Bari continua il lavoro e dentro la BpB si assiste a un valzer di incarichi, con la nomina di Vincenzo De Bustis quale consigliere delegato, Giulio Sapelli quale vicepresidente esecutivo e Gregorio Monachino nuovo direttore generale. Nomine che hanno suscitato le critiche del comitato dei consumatori (formato da Adiconsum, Adusbef, Assoconsum, Codacons, Confconsumatori, Unione nazionale consumatori), molto più interessato alla delibera della Consob e ai suoi eventuali risvolti. Il provvedimento è fresco di pubblicazione e nasce da un’ ispezione della Banca d’ Italia, svolta alla Popolare di Bari tra giugno e novembre 2016. Dallo stralcio ispettivo trasmesso nel marzo 2017 – integrato con l’ acquisizione di ulteriore documentazione direttamente dalla Divisione mercati della Consob – è emerso che BpB avrebbe omesso di comunicare al pubblico informazioni rilevanti circa la determinazione del prezzo delle azioni. In particolare, si contesta di non avere comunicato « il processo di determinazione del prezzo fissato dal Cda nelle sedute del 9 aprile 2014, 25 febbraio 2015 e 7 aprile 2016» nonché «i criteri di determinazione del prezzo di emissione delle azioni in occasione degli aumenti di capitale offerti ai soci nel 2014 e nel 2015 » . In quelle circostanze, dice la Consob, « la Banca avrebbe dovuto diffondere comunicati stampa, ad esito delle sedute del 6 novembre 2014 e del 25 febbraio 2015 » . A tali rilievi l’ istituto di credito ha risposto con deduzioni difensive nell’ aprile scorso, che l’ ufficio Sanzioni amministrative dell’ autorità di vigilanza non ha ritenuto abbastanza convincenti, confermando la sussistenza delle violazioni contestate. La banca ha quindi presentato delle controdeduzioni alla relazione con la proposta di sanzione ma anche quel tentativo è caduto nel vuoto, visto che la Consob ha considerato «immutato il quadro emerso » , ovvero esistenti le violazioni relative alle mancate comunicazioni al pubblico «su eventi e circostanze rilevanti » . Non solo, ma ha anche parlato di «gravità obiettiva delle violazioni accertate » in relazione alla rilevanza degli interessi e alle possibili, dannose, conseguenze. Ricadute che si sono abbattute innanzitutto sugli azionisti, dice il comitato di tutela, che ha salutato con favore la nuova deliberazione della Consob. Ciò che agli azionisti interessa – hanno spiegato le associazioni – non è tanto la sanzione pecuniaria inflitta, quanto «l’ accertamento sulle condotte della banca in occasione degli ultimi due aumenti di capitale» . «Tale nuovo accertamento della Consob – chiariscono – è un’ autorevole rafforzamento delle ragioni giuridiche degli azionisti che contestano alla banca di aver venduto loro le azioni, violando la normativa imposta dal Testo Unico della Finanza» . Un provvedimento che impone all’ istituto il pagamento di 170.000 euro entro i prossimi trenta giorni, durante i quali sarà possibile proporre ricorso per ottenere la temporanea sospensione del diktat, come già è accaduto per le delibere di ottobre. La Popolare, dal canto suo, è certa di avere agito correttamente. © RIPRODUZIONE RISERVATA Entro un mese possibile presentare ricorso Le precedenti due sanzioni sono state sospese in appello Una manifestazione di protesta dei consumatori.
chiara spagnolo

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