22 Giugno 2012

Pontremoli avanti per la sua strada ribocciati i 5 bimbi dell’ elementare

Pontremoli avanti per la sua strada ribocciati i 5 bimbi dell’ elementare

SIMONA POLI RIMANGONO allibiti di fronte alla scelta di confermare le bocciature i genitori che si sono costituiti nel comitato della Tifoni, che raccoglie circa 65 famiglie. «Già a febbraio Ferdani aveva avvertito il Tar di avere cinque alunni da bocciare», racconta la presidentessa Arianna Toma. «Dal punto di vista didattico ci sembrò una follia annunciare cinque bocciature a metà anno scolastico, come se non esistessero le condizioni per un recupero. Ma forse, ripensandoci adesso, quello era solo un modo per risolvere il problema del sovraffollamento. Diciamo che il preside aveva messo le mani avanti per tempo. Per noi adesso sarà ancora più difficile lavorare, stiamo svolgendo un ruolo improprio dato che dovrebbero essere la principale preoccupazione della scuola sia la formazione delle classi che il rendimento dei bambini. L’ ostinazione incomprensibile con cui il preside porta avanti questo atteggiamento di chiusura non ci fa stare per niente tranquilli». Lui invece sembra sicuro di sé. «Abbiamo rifatto gli scrutini ma non ho nessuna intenzione di pubblicizzarne l’ esito», diceva Ferdani seccato per telefono ieri pomeriggio. «Ci sono delle procedure da rispettare e non parlo più con i giornali». Per lui parlano i fatti. I genitori hanno ottenuto il riconoscimento da parte del Tar del numero illegale delle due prime elementari e stanno meditando la possibilità di intraprendere una class action contro le bocciature dando mandato a Giuseppe Romeo, il legale del Codacons che li ha seguiti finora, di valutare questa ipotesi. Anche l’ ispezione ministeriale ha messo in evidenza le carenze del suo sistema organizzativo e didattico: «Non sussistono le motivazioni di eccezionalità previste dalla normativa di riferimento», diceva la nota riguardo alle plurime bocciature che in prima elementare costituiscono un fatto del tutto eccezionale. «Il consiglio di classe dovrà essere nuovamente convocato ». Ferdani non l’ aveva presa bene. «Le maestre sono in una condizione che a dir tragica è poco. Le ho viste piangere», si era sfogato dopo l’ ispezione. «E poi non è vero che non abbiamo mantenuto i rapporti con i genitori: ci sono i registri a dimo-strarlo, lo sapevano da dicembre che i loro figli avevano dei problemi. Abbiamo effettuato il recupero individuale». Evidentemente non andato a buon fine, sembra di capire. Quella è stata l’ ultima volta che Ferdani si è lasciato andare in pubblico. «Ho avuto l’ intimazione di non parlare », aveva svelato, «ma una cosa mi sento di sottolineare: ho incontrato al bar il papà del bambino disabile che risulta tra i cinque bocciati e mi ha offerto il caffè. Abbiamo parlato serenamente e non aveva alcuna rimostranza nei miei confronti. Qui c’ è qualcuno che cavalca la tigre, lo so chi è ma lasciamo perdere. Vedrete che ne usciremo a testa alta». Peccato che ne escano un po’ meno a testa alta i cinque piccoli bocciati. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 

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