21 Aprile 2018

Ponti di primavera, 15 mln di italiani in vacanza con l’ incubo caro prezzi

il 90% dei viaggiatori resterà nel nostro paese. ed è boom per le città d’ arte
Cinzia ContiRoma. Ponti di primavera all’ insegna dei viaggi verso il mare e le città d’ arte ma anche con un allarme caro prezzi. Secondo Federalberghi saranno 7 milioni e 969 mila per un giro di affari 2,85 miliardi di euro gli italiani che si muoveranno per la “Festa della Liberazione” mentre 7 milioni 517 mila (per circa 2,46 miliardi di euro) andranno fuori per il primo maggio. La maggior parte resterà in Italia e le strutture ricettive preferite saranno la casa di parenti e amici e a seguire l’ albergo. Si concentra sulle città d’ arte, invece, l’ indagine del Centro studi turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti: tra il 25 aprile e il primo maggio le località di interesse storico-artistico si avviano a registrare 4,3 milioni di presenze, segnando un aumento dell’ 1,5 per cento sullo stesso periodo dello scorso anno. Tra le città più gettonate, come sempre, Roma, Venezia e Firenze, ma anche Napoli, Bologna, Torino, Matera, Mantova, Milano e Palermo. Ad oggi, nelle principali città d’ arte italiane, risulta già prenotate l’ 82 per cento delle camere disponibili online per il periodo del 25 aprile e l’ 88 per giorno 1 maggio, ma le percentuali sono destinate a salire. «Il giro di affari legato al movimento dei ponti primaverili – spiega il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca – conferma i segnali di ripresa che stanno facendo bene al settore. Tuttavia – aggiunge Bocca – per strutturare al meglio il trend di crescita nel nostro comparto, il quadro di incertezza politica non aiuta. La continuità del nostro impegno per il settore turistico è la nostra più autentica garanzia. Ma non basta. Speriamo davvero di ricevere nel più breve tempo possibile dal futuro governo risposte concrete alle nostre istanze: non perdere il treno della ripresa resta a nostro avviso una priorità per il Paese». «Serve più sostegno al settore da parte della politica, a partire dalla promozione e dalla leva fiscale. L’ auspicio è che il prossimo governo metta il turismo in cima all’ agenda. Anche ricostituendo il ministero del Turismo» spiega per parte sua Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti. Infine lancia l’ allarme caro-prezzi invece il Codacons, segnalando rincari sui listini carburanti, biglietti aerei, villaggi e pacchetti vacanze. La spesa complessiva – secondo l’ associazione – crescerà del +15% rispetto allo scorso anno, ma a determinare il maggior esborso saranno principalmente i rincari di prezzi e tariffe nel settore dei trasporti e in quello vacanziero.
cinzia conti

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