29 Novembre 2018

Ponte Morandi di Genova: il crollo, gli indagati, la ricostruzione

 

Con l’avvicinarsi del Natale, il ponte Morandi e ciò che ne resta sono finiti in un presepe, proprio a Genova. Ad allestirlo è stato don Valentino Porcile, prete nella chiesa della Santissima Annunziata di Sturla. “Don Vale” – come si fa chiamare anche sul proprio profilo Facebook, ha voluto inserire la vecchia struttura in quello che ha definito “un presepe da demolire il prima possibile”, con riferimento a ciò che resta del viadotto sul Polcevera. Gli scatti postati sul hanno fatto in beve tempo il giro del web.
Depositati i progetti per il nuovo ponte

Intanto è scaduto il tempo per la presentazione e “sono più di dieci e meno di venti” i progetti per la realizzazione del nuovo ponte Morandi. A confermarlo è stato il Sindaco di Genova e Commissario straordinario, Marco Bucci, al quale sono arrivate una quindicina di proposte (che salgono a circa 40 se si considerano anche i piani per il monitoraggio e la validazione dei progetti.

Tra le offerte ce ne sarebbe anche una dal Codacons, che avrebbe la firma dell’archistar spagnolo Santiago Calatrava: l’associazione dei consumatori proporrebbe di mantenere i piloni esistenti della vecchia struttura, ricostruendo soltanto la porzione orizzontale, con una riduzione di costi e tempi.

Il commissario Bucci ha confermato il via ai cantieri (partendo dalla demolizione dei “monconi”) il 15 dicembre, mentre si profila una corsa a due per i lavori di ricostruzione.
Quali proposte: una corsa a due?

Le cordate in gara per l’assegnazione dell’opera sono soprattutto due: Salini-Impregilo-Fincantieri e Cimolai, che ha presentato 4 tipi di ponti differenti. La loro caratteristica è quella di essere tutti in metallo. Le differenze riguardano, invece, la complessità costruttiva, il costo e impatto visivo: si va da una versione più essenziale ad una molto ardita, ad arco, passando per un prototipo di ponte strallato con cavi d’acciaio superiori a contribuire alla tenuta della la struttura.

Cimolai, di Pordedone, avrebbe anche scomodato una firma del mondo dell’ingegneria e architettura come Calatrava, con il quale ha realizzato tra le altre opere anche la stazione della metro di Ground Zero a New York.

Il Codacons, invece, avrebbe sottoposto la propria idea ai genovesi, tramite un sondaggio, e avrebbe ottenuto il 70% di consensi alla proposta di “salvare” i monconi ancora in piedi, ricostruendo quanto crollato. Il nuovo ponte, secondo l’associazione, sarebbe “dedicato alle vittime della tragedia di Genova” e garantirebbe “piena sicurezza ai cittadini grazie all’adeguamento dei circa 700 metri di struttura ancora intatta”. Il punto di forza sarebbe quello di una realizzazione “in tempi brevi, con risorse economiche inferiori per lo Stato e senza le difficoltà tecniche che presenta una demolizione totale del ponte”.
Il Cms a Genova

Intanto sopralluogo del vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura al luogo della tragedia del 14 agosto scorso. Per David Ermini si tratta di un’occasione per verificare le criticità emerse in seguito al crollo. La visita a Genova coincide con quella presso il tribunale del capoluogo ligure, per aumentare il cui organico è stato deciso un bando straordinario, lo scorso 14 novembre, per inserire sei nuovi magistrati.

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