7 Maggio 2017

Ponte crollato in A14, le «campate» rischiano di cedere

Ponte crollato in A14, le «campate» rischiano di cedere

RISCHIANO di crollare le campate laterali che sostenevano il cavalcavia 167 sulla A14, collassato il nove marzo scorso mentre transitava l’ auto di Emidio Diomede e Antonella Viviani, morti sul colpo. Proprio per la precarietà delle strutture rimaste in piedi, il sostituto procuratore Irene Bilotta ha disposto un accertamento tecnico irripetibile sulle campate e sulle macerie, fissato per il 18 maggio: fino al termine dell’ incidente probatorio i luoghi dovranno essere conservati allo stato attuale, uno stato cioè che rispecchia parzialmente lo scenario del giorno del crollo, dato che nella notte tra il nove e il 10 marzo il troncone centrale, piombato sulla carreggiata, era stato demolito per riaprire il transito in autostrada. Dopo l’ accertamento, se non saranno necessari ulteriori approfondimenti, la strada potrà essere messa definitivamente in sicurezza. Già adesso l’ intera area, ovviamente sottoposta a sequestro, è stata transennata ed è interdetto il transito nelle corsie di destra in entrambi i sensi di marcia, a ridosso delle macerie. Resta però, secondo la Procura, la precarietà delle opere provvisorie e soprattutto il pericolo dato dal fatto che le campate laterali sono rimaste sospese senza il supporto di sostegni permanenti, una circostanza che potrebbe mettere a rischio anche gli utenti della strada. Le macerie, per giunta, sarebbero esposte al rischio di atti vandalici, che comprometterebbero il valore di prova degli accertamenti. Per fare luce sul crollo il sostituto procuratore Irene Bilotta ha individuato tre consulenti: oltre a quelli già al lavoro, ossia il professor Luigino Dezi, esperto nella costruzione di ponti e l’ ingegner Michele Pierri, specializzato in appalti pubblici, sarà nominato Fabio Beciani, esperto di infortunistica, che dovrà accertare la velocità tenuta dalla Nissan Qashqai dei coniugi Diomede. GLI INDAGATI, una quarantina in tutto, sono stati convocati per la nomina formale dei consulenti della Procura e potranno a loro volta nominare consulenti di parte. Nel mirino sono finite figure di vertice e responsabili di Autostrade per l’ Italia, Pavimental, Spea e Delabech, ossia le società coinvolte nell’ appalto per il sollevamento del ponte 167, tra i caselli di Ancona Nord e Porto Recanati. Le ipotesi di reato sono disastro colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose (quelle subite dai tre operai che erano al lavoro al momento del crollo). Tra le parti lese, oltre a Daniela e Daniele Diomede, figli delle vittime, rappresentati dall’ avvocato Vincenzo Maccarone, figura anche l’ Udicon (Unione per la difesa del consumatore). Non è stato invece riconosciuto, per il momento, il ruolo di parte offesa del Codacons, che pure ne aveva fatto richiesta alla luce degli esposti presentati in passato per sollecitare controlli del Ministero sui ponti italiani. Alessandra Pascucci.
 

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