29 Giugno 2013

Pompei, figuraccia mondiale bloccati pure i turisti da Shanghai

Pompei, figuraccia mondiale bloccati pure i turisti da Shanghai

«UNA figuraccia», tuonano Codacons e Unesco. Il calvario inizia alle 8.30: i gruppi organizzati hanno stravolto il programma delle escursioni per evitare proteste e richieste di risarcimento, molti altri arrivano uno dopo l’ altro davanti ai cancelli chiusi. È così a Villa dei Misteri, a due passi dalla Circum, e davanti agli altri due ingressi. I turisti leggono i volantini scritti in inglese affissi alle biglietterie, si fanno spiegare il significato delle tre sigle stampate in calce all’ avviso, ma ci capiscono poco e scuotono la testa. Sanno solo che sono lì ad attendere che Cgil, Cisl e Uil finiscano l’ assemblea sindacale. Come è successo una settimane fa, e come succederà ancora. Una volta o due prima del prossimo 8luglio, giorno in cui è fissato l’ incontro tra sindacati e il ministro Bray. Di sperperi e organici ridotti, i visitatori non sanno nulla, preferiscono contare i minuti nervosamente, e lo fanno fino alle 11 di una mattinata lunghissima. A quel punto i cancelli si aprono, l’ attesa finisce ed inizia la solita pioggia di flash. Intanto, la polemica rimbalza da Pompei a Napoli e arriva fino a Roma. «Una protesta giusta percorsa lungo una strada sbagliata». Poco prima di mezzogiornospunta il documento dei sindacati che non arretrano di un millimetro. Poche righe e dentro i paletti della contestazione. Dal blocco del turn over degli operatori, ai problemi gestionali nati con l’ accorpamento delle soprintendenze di Napoli e Pompei, dalla sospensione dei processi di riqualificazione del personale alle lentezze burocratiche per le gare d’ appalto. E ovviamente quelle retribuzioni accessorie attese da 7 mesi. Un milione e mezzo di euro da distribuire a 900 dipendenti. «Sono rivendicazioni sacrosante, però i turisti non possono pagare le conseguenze delle proteste sindacali», dice il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. «In questo modo l’ immagine dell’ Italia all’ estero subisce una pesante lesione». La pensa così Giovanni Puglisi, presidente della commissione nazionale Italiana per l’ Unesco: «Sciopero e code a Pompei sono un danno per il Paese. Il presidente del Consiglio Letta deve intervenire: ha promesso di non tagliare la cultura, qui invece qualche taglio c’ è, seppure camuffato ». Ai sindacati, l’ Unesco lancia un monito: «Abbiamo messo Pompei tra i patrimoni dell’ umanità e l’ umanità ne deve poter fruire, bisogna trovare forme diverse di protesta, non possiamo chiudere le porte in faccia ai visitatori». Anche il senatore Pietro Langella (Pdl) e il presidente del consiglio regionale della Campania, Paolo Romano, parlano di «figuracce » e «disservizi che scoraggiano il turismo». I sindacati, però, non si smuovono e confermano lostato di agitazione. «Conosciamo i disagi provocati dalle proteste, se decidiamo di farle è anche nell’ interesse dei turisti», dice Antonio Pepe, responsabile Cisl. «Piuttosto il governo ci dia risposte concrete, a partire dal potenziamento dell’ organico». A Pompei ci sono 25 custodi per turno impegnati su 44 ettari di domus e reperti frequentati da 10mila visitatori al giorno. «Ogni custode vigila su 20mila metri quadrati e 400 turisti. Un lavoro impossibile». Qualcosa non torna nei conti dei sindacati, per esempio la capacità di investimento. «Ogni anno solo gli scavi di Pompei incassano 20 milioni di euro ai botteghini, e a questi vanno aggiunti gli eventi extra, chiediamo di utilizzare una parte di questi incassi per potenziare il personale e il programma di restauro».© RIPRODUZIONE RISERVATA.
raffaele schettino

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