23 Giugno 2014

POMPEI: CODACONS PRESENTA ESPOSTO IN PROCURA E CORTE DEI CONTI

    POMPEI: CODACONS PRESENTA ESPOSTO IN PROCURA E CORTE DEI CONTI

    SINDACATI TENGONO IN OSTAGGIO IL SITO ARCHEOLOGICO. DANNI PER COLLETTIVITA’ E VIOLENZA NEI CONFRONTI DEI TURISTI

    Il Codacons ha inviato questa mattina un esposto alla Procura della Repubblica di Napoli, alla Corte dei Conti della Campania e alla Commissione di vigilanza sugli scioperi, denunciando i sindacati che, nella giornata di ieri, hanno dato vita ad una assemblea impedendo l’accesso dei visitatori al sito archeologico di Pompei.
    “Abbiamo deciso di portare all’attenzione della magistratura la situazione assai grave legata al caos generato dalle assemblee sindacali che, di fatto, tengono in ostaggio il sito archeologico più importante del mondo, oltre che patrimonio dell’Unesco – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Il comportamento delle sigle sindacali responsabili della chiusura di Pompei potrebbe configurare addirittura dei reati di natura penale, per i quali chiediamo oggi alla Procura di procedere”.
    In particolare nell’esposto il Codacons ipotizza il reato di cui all’Art. 340 del Codice Penale, “Interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità”, e quello di “Violenza privata” (art. 610) in relazione alle conseguenze prodotte dall’assemblea su oltre 500 turisti che hanno trovato l’accesso agli scavi sbarrato.
    “Ma tale situazione produce un danno economico all’intera collettività, rovinando l’immagine dell’Italia all’estero e riducendo il flusso di turisti nel nostro paese – prosegue Rienzi – Per tale motivo abbiamo investito della questione anche la Corte dei Conti, affinché valuti eventuali ripercussioni per le casse pubbliche”.

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