10 Agosto 2010

“Pompe funebri? L’ accompagno io” Video-denuncia di Sos racket e usura

«Pompe funebri? L’ accompagno io» Video-denuncia di Sos racket e usura 

– SAN DONATO – LA MICROCAMERA nascosta mostra un lungo corridoio, poi si avvicina traballante a un uomo in camice bianco. E’ un operatore dell’ azienda che gestisce i servizi della camera mortuaria del policlinico di San Donato. «Mia zia ha 42 anni, i medici le hanno dato poche ore. Vengo da fuori, da Varese, potrebbe indicarmi un’ impresa a cui rivolgermi?». L’ operatore non fa una piega: «Qua fuori ce ne sono un paio. Vada e chieda tutto quello che le interessa sapere. Anzi no, l’ accompagno io». La microcamera mostra l’ operatore che si sfila il camice ed esce nella piazza di fronte all’ ospedale, in direzione dell’ agenzia di pompe funebri. «Ecco – dice entrando nel negozio – questo signore qui ha bisogno di qualche informazione». A quel punto titolare e avventore si accordano su un preventivo. La microcamera continua a registrare: «La salma va portata fino a Varese? – chiede il titolare -. Bè, allora diciamo che si va dai 2.500 ai 3.000 euro». Condoglianze e saluti. QUESTA registrazione «rubata» è solo un frammento, il più significativo, dei due video-denuncia pubblicati all’ alba di ieri sul sito internet dell’ associazione Sos Racket e Usura. Oltre al policlinico san donatese, finisce nel filmato anche l’ ospedale Humanitas di Rozzano. «Un’ inchiesta nata dopo le segnalazioni di due pompe funebri dell’ hinterland – spiega il presidente dell’ associazione Frediano Manzi -. Si erano rivolte a noi per denunciare la persistenza del fenomeno del racket del caro estinto: infermieri e personale delle camere mortuarie che si accordano con alcune agenzie per favorirle in cambio di una tangente. Noi ci siamo finti parenti di un malato terminale e con l’ aiuto di una telecamera abbiamo registrato irregolarità e illeciti in diversi centri sanitari della Provincia, 24 per l’ esattezza». Dai video, in realtà, non emerge nessuno scambio di mazzette: «Di quello dovrà occuparsene la magistratura- chiarisce Manzi -. A noi interessa segnalare un malcostume che, purtroppo, persiste». Sencondo la normativa in vigore, la scelta dell’ impresa delle onoranze funebri «è di esclusiva competenza dei familiari del defunto». A loro disposizione, «le camere mortuarie forniscono un elenco delle agenzie presenti sul territorio». Dunque, ogni segnalazione, anche quella più in buona fede, è di per sé «inappropriata». Quanto meno inappropriato, dunque, sarebbe stato anche il caso dell’ Humanitas di Rozzano. Nel filmato l’ operatore di turno – di fronte alle insistenti richieste del volontario dell’ associazione in incognito – segnala i nomi di tre pompe funebri della zona, anche se a Rozzano ne operano almeno sei, stando alle Pagine gialle. L’ operatore non si limita a consigliare i nomi delle agenzie: di una di queste, «La Maggiore», fornisce anche numero di cellulare e nome del titolare, tale signor Giuseppe. Che, dopo cinque minuti, arriva davanti all’ Humanitas e si accorda con il finto-familiare dotato di microcamera sul costo del funerale: «Dai 3.000 ai 4.000 euro», chiosa il signor Giuseppe. Un po’ caruccio, non c’ è che dire. «Il Comune di Milano offre il servizio a 1.500 euro», sottolinea Manzi. E anche il Codacons interviene sull’ aspetto dei costi: «I funerali con tangente possono costare fino al 30 per cento in più». ORA, NEL CASO di Rozzano, come in quello di San Donato, l’ ipotetico giro di mazzette è ancora tutto da dimostrare. Tanto più che il signor Giuseppe del filmato – raggiunto al telefono mentre si trova in Francia – si dice «sorpreso» e giura di essere del tutto estraneo ai fatti: «Non so che dire, io non faccio accordi con nessuno, nessuno mi chiama sul cellulare. Mi chiamano perché mi trovano sull’ elenco, sulle pagine gialle. Quella mattina? All’ Humanitas? Non lo so, non ricordo». Simile ritornello dall’ impresa di San Donato: «Non lo so perché quell’ operatore è venuto fino al mio negozio. Io non lo conosco, non l’ ho mai visto. Anzi no, forse l’ ho visto ma solo perché viene a prendere il caffè nel bar qui a fianco. Ma niente di niente fra noi. Altro che accordi. Questo negozio è quello che lavora di meno nel circondario», giurano. Sarà senz’ altro vero, ma tant’ è. Ieri pomeriggio, l’ operatore «mai visto né conosciuto» è stato rimosso dal suo incarico.

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