23 Settembre 2010

POMODORO:PROTESTA ANTI-SPECULATORI,APPELLO AD ANTITRUST/ANSA

AGRICOLTORI E CONSUMATORI CONTRO RINCARI E CONCORRENZA SLEALE

(ANSA) – ROMA, 23 SET – Tra lanci di pomodori e bruschette

offerte in piazza, gli agricoltori, assieme alle associazioni

dei consumatori, si sono dati appuntamento questa mattina

davanti alla sede dell’Antitrust a Roma per dire no alla

speculazione e alla concorrenza sleale.

   Simbolo della manifestazione il pomodoro, che "viene pagato

pochissimo, anche meno di quello cinese", mentre "alcuni

industriali del sud hanno minacciato di non ritirare il prodotto

se non a fronte di prezzi più bassi di quelli contrattati". A

denunciarlo è il presidente della Coldiretti, Sergio Marini,

insieme con i presidenti delle quattro associazioni che

costituiscono il Casper (Adoc, Codacons, Movimento Difesa del

Cittadino e Unione Nazionale Consumatori).

   Il pomodoro oggi viene pagato a un produttore del sud Italia

solo 5 centesimi al chilo (-29% rispetto al 2009), e nel

passaggio da ortaggio a passata il prezzo aumenta di quasi venti

volte (+1.733%). Il danno "colpisce anche i consumatori –

sottolinea Coldiretti – che non beneficiano di nessun risparmio

e rischiano di pagare come italiano il concentrato di pomodoro

importato dalla Cina, i cui arrivi sono quadruplicati negli

ultimi dieci anni".

   Tra i prodotti di maggior consumo, i maxi-rincari – secondo i

dati resi noti dal Casper – colpiscono anche il pane, pagato 10

volte il prezzo del grano; le carote, che nel passaggio dal

campo alla tavola subiscono un aumento di prezzo pari al

+1.289%, l’insalata con un rincaro pari a +467% e le pesche

(+386%), solo per citarne alcuni.

   "Vi garantisco che continueremo con la nostra attività di

monitoraggio sia per quanto riguarda la tutela della concorrenza

che la tutela dei consumatori", ha assicurato il segretario

generale dell’Antitrust, Luigi Fiorentino. L’Autorità garante

della concorrenza e del mercato avvierà un’indagine relativa

allo scandalo dei ricatti. "Servono più controlli sulla

filiera", dicono i consumatori, in quanto "i prodotti passano

di mano in mano troppe volte subendo poca trasformazione, ma

molto aumento di prezzo", sottolinea il segretario generale

dell’Unione nazionale dei consumatori, Massimiliano Dona, che

propone di concedere "più risorse alle autorità di

controllo". Secondo il presidente del Movimento Difesa del

Cittadino, Antonio Longo, la filiera corta non decolla perché

"ci sono rendite di posizione che da decenni arricchiscono,

soprattutto dei passaggi parassitari che stiamo cercando di

colpire". "E’ tutto un assorbimento di ricchezza indebita

nelle fasi intermedie che vanno dal campo al banco",

incalza il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, che oggi

durante la manifestazione si è travestito da

"speculatore", sottoponendosi al lancio dei pomodori.

(ANSA).be
 

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