25 Ottobre 2004

Pomodori e farmaci: prezzi troppo alti, esposto in Procura

I Consumatori oggi presentano una denuncia per aggiotaggio e la richiesta di accertare i ricarichi sui listini finali praticati nei negozi
Pomodori e farmaci: prezzi troppo alti, esposto in Procura





Consumatori in Procura contro i prezzi degli alimentari. Alla luce dei dati emersi dal convegno di Cernobbio organizzato da Coldiretti, da cui sono emersi chiaramente speculazioni sui prezzi dei prodotti alimentari, Intesaconsumatori, ieri ha annunciato con una nota, la richiesta di intervento della Procura della Repubblica di Torino per accertare la fattispecie di aggiotaggio e quello dell`Antitrust per verificare eventuali cartelli nel settore. «Non è possibile – afferma il presidente Codacons Carlo Rienzi – che sul prezzo finale di un barattolo di pomodori il costo all`origine rappresenti solo il 19% del prezzo praticato al consumatore. È evidente che per arrivare alle tavole il barattolo di pomodori subisce fenomeni speculativi che vanno fermati». Intanto nel mirino dei consumatori non sono finiti solo i pomodori. Dopo i vaccini, Intesaconsumatori chiede anche la diminuzione dei prezzi di alcune specialità medicinali e in particolare Aspirina, Tavor e Novalgina, che «costano percentuali da capogiro in più rispetto agli altri paesi europei». Rienzi presenterà oggi un esposto sempre alla Procura della Repubblica di Torino «affinchè accerti la fortissima differenza di prezzo dei farmaci tra l`Italia e gli altri paesi, alla luce dell` ipotesi di aggiotaggio». Intanto il caro-petrolio spaventa anche la Commissione europea che domani presenterà le sue previsioni economiche d`autunno sulla situazione europea, riviste al ribasso, almeno per il 2005, a causa della corsa al rialzo del prezzo del petrolio. Per il 2004, Bruxelles non fa mistero di aspettarsi una crescita del Prodotto interno lordo (Pil) della zona euro pari al 2% – in leggero aumento rispetto alle previsioni di primavera, che indicavano un +1,7% – ma nel 2005 il prezzo del greggio avrà un impatto negativo sulla crescita, causandone la riduzione dal 2,3% previsto nei dati di primavera, al 2% che dovrebbe essere contenuto nel documento di martedì. La battuta d`arresto della crescita dovrebbe avere effetti negativi sui conti dei singoli Stati membri, ed in particolare sui dieci paesi in deficit eccessivo (Germania, Francia, Olanda, Grecia, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Cipro, Malta e Slovacchia).

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