3 Febbraio 2018

Polveri sottili, superati 46 volte i limiti

ma la giunta attacca legambiente: “hanno usato i dati della centralina sbagliata”
Il report Mal’ Aria di Legambiente 2017 classifica Biella tra i sei capoluoghi piemontesi da «codice rosso» per inquinamento. Assieme ad Alessandria, Torino, Novara, Vercelli e Asti, secondo il dossier annuale la città sotto il Mucrone risulta tra quelle che nel 2017 hanno superato il limite massimo annuale di 35 giorni di sforamento dei limiti di polveri sottili (50 microgrammi/metro cubo). Ma il Comune non la pensa allo stesso modo e contesta i dati, per difendere la qualità dell’ aria cittadina. Alla base dell’«errore», secondo l’ assessore all’ Ambiente Diego Presa, c’ è il fatto che Legambiente ha fatto riferimento ai dati della centralina di via La Marmora invece che a quella di via Don Sturzo, scelta invece dalla Regione per monitorare i livelli di Pm10 in città, e alla quale si affida lo stesso Comune per prendere eventuali provvedimenti. Nel 2017 sono 39 le città italiane fuorilegge con livelli di Pm10 alle stelle. Di queste, ben cinque hanno addirittura oltrepassato la soglia per 100 giorni A guidare la classifica con il record negativo di 112 sforamenti c’ è Torino. Seguono Cremona, Alessandria, Padova e Pavia.Per quanto riguarda gli altri capoluoghi piemontesi «fuorilegge», secondo lo studio, ci sarebbero poi Alessandria con 103 sforamenti, Asti con 98, Vercelli con 82, Novara con 72 e infine Biella con 46. E sono proprio questi 46 giorni quelli sui quali l’ assessore Presa interviene bocciando «Mal’ Aria»: «In città – spiega – abbiamo due centraline. Una in via La Marmora e una in via Don Sturzo. Legambiente ha usato i dati della prima. Ma è la seconda che noi prendiamo in considerazione per i controlli. E’ quella che ha indicato la Regione, alla quale dobbiamo fare riferimento semmai si dovessero prendere provvedimenti come targhe alterne e così via». Nelle due centraline di via La Marmora e di via Don Sturzo la quota media annuale di polveri sottili registrata da Palazzo Oropa è stata di 27,3 e di 22,3 microgrammi per metro cubo: ben al di sotto della soglia giudicata a rischio per la salute umana di 40 microgrammi. E analizzando i giorni di sforamento, essi sono appunto 46 in piazza La Marmora, e 34 in via Don Sturzo. Appena sotto la soglia di guardia. Il Codacons sembra credere più alla tesi di Legambiente, e ha presentato alle procure di tutte le città un esposto in cui chiede il commissariamento dei Comuni che nel 2017 hanno sforato i limiti annuali di polveri sottili nell’ aria, «mettendo così a rischio la salute della popolazione». Tra questi c’ è anche Biella. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
stefania zorio

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