30 Gennaio 2018

Polveri sottili, Comuni “fuorilegge” nel 2017: il Codacons chiede di commissariare Venezia

 

La situazione dell’ aria che respiriamo nel Veneziano è nota: nel 2017 nella terraferma è stata superata per ben 94 volte la sogli massima consentita per legge di concentrazione di Pm10 nell’ aria, a fronte di una tolleranza di 35 giorni, e il 2018 non è cominciato sotto i migliori auspici, con le stazioni di rilevamento Arpav che in più di una circostanza hanno registrato valori ben superiori ai limiti (particolarmente critici i livelli di polveri sottili in via Tagliamento, ma in laguna non si respira certo un’ aria più buona). Allerta arancio L’ Amministrazione comunale per la prima volta nell’ anno in corso, nella giornata di martedì ha imposto il livello di allerta arancio, con lo stop alla circolazione per diverse classi di veicoli, Legambiente ha lanciato l’ allarme con il suo rapporto annuale sulle città italiane, definendo Venezia una dei 39 capoluoghi fuorilegge e ora il Codacons chiede il commissariamento dei comuni del Veneto che nell’ anno appena trascorso hanno sforato i limiti annuali. “Chiediamo il commissariamento” L’ associazione che difende consumatori ed ambiente nei prossimi giorni presenterà un esposto alle Procure competenti e ai prefetti, chidendo che si prendano dei provvedimenti, a partire, per l’ appunto, dal commissariamento. “In base ai dati forniti da Legambiente ben 6 città del Veneto sarebbero fuorilegge – spiegano da Codacons – Padova, Venezia, Vicenza, Treviso, Rovigo e Verona hanno superato il limite massimo annuale per le polveri sottili di 35 giorni con una media giornaliera superiore a 50 microgrammi/metrocubo. Una situazione di emergenza che non può più essere tollerata e che richiede l’ intervento urgente degli organi preposti”. “Presentaremo un esposto alle procure della Repubblica territorialmente competenti – continuano – affinché aprano una inchiesta sulle responsabilità legate all’ eccessivo smog nelle città, disponendo come prova di eventuali reati che saranno ravvisati il sequestro delle centraline urbane utilizzate per le misurazioni, affidandone il controllo all’ esercito o al Nucleo operativo ecologico dei carabinieri. Presenteremo inoltre una istanza ai prefetti dei 6 comuni fuorilegge, in cui chiederemo di valutare il commissariamento delle amministrazioni a fronte della manifesta incapacità di garantire la salubrità dell’ aria e tutelare la salute della popolazione”.

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