12 Febbraio 2014

Polveri e veleni serve un patto

Polveri e veleni serve un patto

Negli ultimi tempi, alle nostre latitudini abbiamo dovuto assistere, incazzati e impotenti, allo smantellamento del trasporto pubblico e all’ obsolescenza dei mezzi. Mancanza di risorse? E se provassimo ad investire di più in iniziative di prevenzione delle malattie, anzichè di anno in anno dover provare ad aumentare il bilancio per le spese mediche? È la stessa logica da applicare a molti dei problemi ambientali (leggasi sociali, economici, occupazionali) che incontriamo se lanciamo lo sguardo oltre le immaginarie mura cittadine: esondazioni di fiumi, frane e smottamenti, iper produzione di rifiuti, perdita di suolo fertile, impoverimento progressivo delle ricchezze territoriali e storico-culturali, presenza diffuso di amianto, aree da bonificare, spesso neppure riconosciute come aree da bonificare. Come quelle del Vallo di Diano, Capaccio, Montecorvino, Battipaglia oggetto di sversamenti illegali di rifiuti industriali, al centro del «Processo Chernobyl», a quello di Salerno e che, senza una decisa levata di scudi da parte di Legambiente, Codacons, Vallo in piena e di centinaia di residenti, rischiava seriamente la prescrizione. Impossibile? Forse, se fossimo all’ anno zero. Ma non è così. Innanzi tutto perchè è indubbiamente cresciute la consapevolezza e la sensibilità ambientali. E i cittadini, a stragrande maggioranza, dimostrano che se le istituzioni creano le condizioni sono pronti a diventare ambientalmente corretti. Lo dimostrano i buoni, a volte eccellenti, risultati raggiunti nella raccolta differenziata di decine di comuni salernitani. La voglia, o la necessità, di lasciare quando si può l’ automobile a casa; di prendersi cura di un orto urbano, di acquistare prodotti con meno imballaggi e magari biologici. Queste nuove propensioni non rappresentano ancora certificati di sostenibilità. Ma possono servire per aprire un confronto, una discussione per ripensare le nostre città. Le nostre campagne come il Treno Verde, Ricicla estate, Comuni Ricicloni, Puliamo il Mondo sono pensate per informare, sensibilizzare e promuovere tra i cittadini le buone pratiche per una mobilità sostenibile e per l’ abbattimento delle polveri inquinanti. E sempre più amministrazioni locali hanno voglia di partecipare, competere. Le nostre città, anche quelle piccole, devono tornare a respirare, ed essere fucine di innovazione. La crisi urbana che colpisce molti comuni della provincia di Salerno chiede di immaginare con urgenza un altro futuro. Bisogna avere il coraggio di rigenerare interi quartieri, recuperare edifici e dare casa, in affitto e a prezzi accessibili, a chi ne ha bisogno fermando il consumo di suolo e restituendo al verde suolo oggi impermeabilizzato. Bisogna pensare un modo nuovo di usare le risorse e l’ energia, di organizzare la mobilità, con spazi pubblici più sicuri, più salutari e meno alienanti, immaginando la città come luogo dove si realizzano le condizioni per favorire le relazioni sociali, il senso del vicinato, del quartiere, della comunità. La crisi economica certamente non aiuta gli amministratori ,ma non può essere un alibi. C’ è bisogno di volontà politica – di sindaci coraggiosi e lungimiranti perché il cambiamento delle nostre città, il loro rinnovamento e la loro modernizzazione può avvenire solo nel segno della qualità ambientale. E Salerno, la provincia, il Cilento, i piccoli comuni dell’ entroterra hanno le carte e le bellezze per vincere questa sfida. Si può fare. * Presidente regionale Legambiente © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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