28 Febbraio 2013

«Polpette Ikea con carne equina» La conferma del produttore

«Polpette Ikea con carne equina» La conferma del produttore

 

Anche per le salsicce viennesi in mezza Europa scatta lo stop alle vendite IL CASO ROMA Solo l’ altro giorno Ikea aveva annunciato: non c’ è traccia di carne equina nelle polpettine, almeno in quelle commercializzate in Italia. Ieri invece la frenata e il dietro-front con l’ ammissione: sì, nelle kottbullar, le polpette-simbolo della cucina scandinava (si servono con una salsa di mirtilli rossi) è stata davvero trovata carne equina, come confermato dai test fatti dal fornitore dell’ azienda svedese. I primi 320 test fatti sulle mitiche polpette, diventate un po’ il totem gastronomico della catena dei magazzini svedesi, hanno effettivamente dato risultato negativo. Ora non si sa se i nuovi test, quelli che hanno invece riscontrato tracce di carne equina nelle polpette, siano stati ripetuti sugli stessi 320 campioni o se siano stati fatti su altri lotti. Si sa comunque che la quantità di carne di cavallo rinvenuta nei prodotti commercializzati da Ikea sarebbe tra l’ 1 e il 10 per cento. IL FENOMENO Dopo la scoperta della contaminazione delle polpettine svedesi con la carne di cavallo, fatta da un pool di ispettori nella Repubblica Ceca, l’ azienda svedese ne ha ritirato la vendita in 24 Paesi del mondo. Ieri ha annunciato anche il ritiro dal commercio delle proprie salsicce (anch’ esse “inquinate” da carne di cavallo) vendute in Francia, Gran Bretagna, Spagna, Irlanda e Portogallo. Lo stop riguarda le salsicce viennesi, insaccati che avrebbero dovuto contenere un mix di carne bovina e suina. CONSUMI A RISCHIO L’ effetto-contaminazione di carne equina (che ha riguardato anche altri prodotti alimentari, non solo le polpettine svedesi) sulla tavola degli italiani comincia già a farsi sentire: secondo la Confederazione italiana degli agricoltori (Cia) il 45 per cento degli italiani ha ammesso che per un certo periodo di tempo si terrà alla larga da certi prodotti “nel mirino”. La Cia vuole scongiurare ipotesi di psicosi alimentari; per evitare contraccolpi sul mercato di carni, surgelati e piatti pronti, la Cia chiede che sia garantita a livello comunitario la completa tracciabilità alimentare. Il Codacons ha intanto affermato che è pari al 33 per cento il crollo delle vendite di paste pronte e primi piatti surgelati. «E’ inevitabile che scandali di questo tipo finiscano per intaccare la fiducia dei consumatori – afferma Carlo Rienzi, presidente Codacons – Anche in assenza di rischi per la salute – continua – le notizie che attestano l’ allargarsi dello scandalo della carne di cavallo, finiscono per modificare le abitudini alimentari delle famiglie e cambiare anche in modo drastico le scelte dei cittadini. LA PROVENIENZA E’ forse anche a causa di quest’ ultimo scandalo, ma è da rilevare che è in aumento (+37 per cento) il numero degli italiani che dice di verificare attentamente la provenienza degli alimenti da mettere nel carrello della spesa. Lo afferma un’ indagine Coldiretti-Swg. Carlo Mercuri © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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