8 Aprile 2003

Polmonite misteriosa Superati i cento morti

A Palermo portati in ospedale due cinesi con il raffreddore ma in Italia non c?è rischio



Polmonite misteriosa Superati i cento morti


Le ultime vittime a Hong Kong e in Canada. Panico a Pechino




Centouno morti e chissà che il bilancio non sia più pesante, considerate le mezze ammissioni che il governo cinese lascia filtrare di tanto in tanto sulla reale situazione. Centouno morti, gli ultimi due a Hong Kong e in Canada, e 2.700 probabili casi di infezione nel mondo seminati da un virus che i più attrezzati laboratori del globo non riescono a scovare. L?Unione europea per ora resta ai margini dell?emergenza polmonite: 46 casi, fra probabili e sospetti, e nessuna vittima, come ha ricordato a Strasburgo il commissario europeo David Byrne.



VIAGGI – Nuovi malati a Hong Kong e nel resto della Cina, con i cittadini di Pechino nel panico, Stati Uniti, Canada, Singapore, Taiwan, Vietnam (dove il focolaio mostra ancora dei bagliori) e Regno Unito. Forse il primo malato in India. Le grandi compagnie aeree non fanno che cancellare voli diretti nell?ex colonia inglese. «In Europa la situazione è sotto controllo – ha detto Byrne – ma occorre tenere alta la guardia. La prima precauzione è di evitare o rinviare i viaggi non necessari verso zone colpite. E? fondamentale che chiunque ritenga di avere sintomi sospetti si faccia subito visitare dal medico».
La Sars ( severe acute respiratory sindrome ) si manifesta con febbre alta, tosse secca e evidenti difficoltà respiratorie, come la dispnea. Non bisogna lasciarsi prendere dal panico e pensare che ogni indisposizione febbrile sia dovuta alla polmonite cinese. Le zone affette sono Cina – con Singapore, Hong Kong, Taiwan e il Guangdong – Vietnam e Canada (non le Filippine, i casi segnalati sabato scorso come sospetti sono rientrati, stiano tranquilli per ora i datori di lavoro delle colf). Chi parte è giustamente molto cauto e pronto ad annullare impegni di lavoro, come hanno fatto alcuni importatori italiani di oggettistica. A metà aprile si aprono a Hong Kong e Guangzhou due fiere campionarie che convogliano ogni anno centinaia di migliaia di clienti. Gli organizzatori non si sono fatti sfiorare dall?idea di annullare l?evento, malgrado sia appurato che la Sars si trasmette con i contatti ravvicinati (goccioline nebulizzate in aria con starnuti o tosse). Ed è curioso che, con la città in piena crisi e tre ospedali che scoppiano, il sito del governo di Hong Kong, alla domanda «è sicuro visitare la città?» risponda: «E? in atto un alto livello di sorveglianza e assistenza, quindi è un posto sicuro purché ci si lavi le mani spesso e non si frequentino luoghi affollati». Il dipartimento locale della salute ha però disposto la chiusura di tutte le piscine, che verranno riaperte dopo la disinfezione.


PANICO – Il ministro della Salute Girolamo Sirchia non si stanca di ripetere che «i numeri dimostrano che attualmente non ci sono rischi». Ma qualcuno non si fida e si lascia andare a comportamenti dettati dal panico. Palermo: l?autista di un pullman proveniente da Agrigento sente tossire due cinesi e chiama la polizia, che preleva i due malcapitati, più un amico, e li scorta al pronto soccorso chiusi in un?ambulanza. Era un banale raffreddore. Vasto, provincia di Chieti: gli abitanti di un quartiere residenziale chiedono alla Asl la quarantena per un commerciante di ritorno da un viaggio premio in Cina. Friuli Venezia Giulia: il gruppo di lavoro sulla Sars lavora a un documento che «sconsiglia l?aggregazione dove partecipino più soggetti» provenienti da Paesi affetti. Il Codacons lancia l?allarme sui giocattoli made in China riferendo in una lettera al ministero che arrivano segnalazioni su «pupazzetti con odori nauseabondi». Paura in Brasile a causa di un meccanico Alitalia, sbarcato a San Paolo con febbre e tosse secca. Ma non era polmonite.


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