8 Aprile 2003

Polmonite atipica, l`Oms accusa la Cina

Polmonite atipica, l`Oms accusa la Cina

«Doveva essere più aperta all`inizio dell`epidemia». Psicosi in tutto il mondo: 98 vittime e 2.600 casi


Il virus misterioso della Sars ha fatto nuove vittime in Cina, ad Hong Kong e nel Canada mentre in tutto il mondo decine di persone sono state ricoverate. Il totale delle vittime è ora di 98 mentre più di 2.600 le persone in 18 Paesi sono state colpite dalla Severe acute respiratory syndrome (Sars) o polmonite atipica. E purtroppo si tratta di bilanci provvisori, dato che la furia del virus non sembra essersi esaurita.
Diffondendo i dati per la prima settimana di aprile le autorità cinesi hanno annunciato la morte a Pechino di un funzionario finlandese dell`Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo).
Ieri la direttrice generale dell`Organizzazione mondiale della sanità, Gro Harlem Brundt ha apertamente criticato la autorità cinesi, affermando che «sarebbe stato molto meglio se il governo di Pechino fosse stato più aperto nei momenti iniziali» dell`epidemia. Gli esperti dell`Oms che dalla settimana scorsa sono nella regione del Guangdong – il governo li ha fatti aspettare per l`autorizzazione per 11 giorni – hanno visitato malati e medici. Il leader del gruppo, Robert Breiman, ha detto che «sembra che il tasso di diffusione (del virus) stia calando abbastanza» ma ha aggiunto che «nonostante questo, continuano ad esserci nuovi casi». Controlli negli aeroporti sui viaggiatori provenienti da Hong Kong, Cina e Canada sono stati istituiti in tutto il mondo.
E anche l`Italia si ritrova con l`incubo della Sars: nel nostro Paese i casi sospetti sono solo tre e tutti i pazienti sono in via di guarigione, ma l`allarme a livello mondiale è altissimo e gli italiani preferiscono non correre rischi. Così è oltre il 50 per cento il crollo del turismo verso i Paesi dell`Estremo Oriente, mentre le compagnie aree coinvolte sono penalizzate pesantemente. A confermare la riduzione delle prenotazioni aree verso le zone cosidette a rischio, l`Astoi, associazione dei tour operator, che ha calcolato come vi sia stato un calo del 53 per cento rispetto allo stesso periodo dell`anno scorso, con una perdita quantificabile in 5 milioni e mezzo di euro.
Intanto, sia Fiumicino che Malpensa hanno predisposto la distribuzione di fogli informativi ai passeggeri in arrivo da aree affette da Sars, in italiano, inglese e cinese.
È invece una forma di polmonite comune quella che ha colpito un italiano ricoverato all`ospedale Clementino Fraga di Rio de Janeiro, con sospetto di Sars dopo il suo arrivo in aereo da Parigi. L`uomo, un tecnico dell`Alitalia di 29 anni, sarebbe affetto da una normale polmonite batterica.
E il Codacons, che ha presentato un esposto al ministero della Salute e al ministero delle Attività produttive, lancia l`allarme sui giocattoli «Made in China», chiedendo di garantire la sicurezza dei giocattoli fabbricati e provenienti dalle zone a rischio e, se necessario, vietarne l`importazione e la vendita in Italia. In particolare le preoccupazioni nascono per un giocattolo «costituito da un pupazzetto che emette odori nauseabondi di sconosciuta provenienza chimica. La preoccupazione dei genitori, essendo la Sars una malattia respiratoria, è più che mai lecita».
E la psicosi da Sars ha prodotto anche episodi come quello accaduto a Vasto (Chieti) dove alcuni abitanti hanno chiesto alle autorità sanitarie dell`Asl di mettere in quarantena un commerciante di ritorno da un viaggio-premio in Cina.

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