16 Gennaio 2003

«Polizze auto gonfiate? Il risarcimento è un diritto»




MILANO ? Milioni di cause contro le assicurazioni per farsi rimborsare circa il 20% dei premi Rc auto pagati in più fra il 1995 e il 2000 per colpa del cartello fra diciassette compagnie. E` quello che si aspetta Elio Lannutti, il presidente dell`Adusbef dopo la sentenza di ieri della Corte di Cassazione (numero 17475) che ha aperto la strada a centinaia di migliaia di richieste di rimborso sul fronte caldissimo della Rc auto riconoscendo che il giudizio sulla bontà (o meno) del risarcimento può essere emesso dal giudice di pace e non bisogna, necessariamente, rivolgersi in Corte d`Appello.
«La Cassazione mette in pratica la parola fine ? esulta Lannutti ? alla vicenda e sconfigge l`arroganza delle compagnie di assicurazioni che si credevano invincibili. Anche l`Isvap ne esce sconfitto e si evidenzia così che in questi anni non ha fatto nulla per i consumatori tanto che chiederemo le dimissioni del suo presidente. Per i consumatori, invece, con questa sentenza si completa la più importante vittoria in materia Antitrust».
«Niente facili entusiasmi»
La grande euforia dell`Adusbef e dell`Intesa consumatori (di cui fanno parte anche Codacons, Federconsumatori e Adoc) che preannunciano «milioni di cause» si scontra però con l`immediata reazione dell`Ania che mette in guardia dai facili entusiasmi.
La Confindustria delle compagnie assicurative avverte che la prospettiva di facili rimborsi «può rivelarsi fuorviante» e che le affermazioni delle organizzazioni dei consumatori possono indurre gli assicurati «a inutili contenziosi giudiziari con le loro compagnie». Che, preannuncia l`Ania, respingeranno le richieste fino in Cassazione.
Quella stessa Cassazione che però ieri ha sostenuto che le intese e i cartelli possono danneggiare il consumatore finale che può dunque chiedere il risarcimento dei danni subiti.
Certo, precisa la Suprema Corte, bisogna provare la «violazione di uno specifico diritto soggettivo». In altri termini: le aziende si fanno la guerra o decidono di mettersi d`accordo violando le regole? Se questo danneggia il consumatore si può chiedere il risarcimento, anche se (lo dice la Cassazione e lo sottolinea l`Ania) non basta l`intesa in sè a provocare il danno.
Insomma, non c`è la certezza di vincere le cause, ma la Cassazione ha riconosciuto che possono essere presentate davanti a un giudice di pace. Non è poco perchè significa che non ci sono spese da sostenere (il giudice di pace è competente fino a un importo in discussione di 2.582,28 euro e fino a 516,46 euro senza bisogno di assistenza legale) e che la sentenza richiede l`immediata esecutività.
Finora, su circa 1100 cause concluse, ricorda l`Ania, 700 hanno avuto un verdetto favorevole per gli automobilisti, 400 per le compagnie.
Un rapporto di due a tre che secondo l`Adusbef non fermerà, anzi moltiplcherà i ricorsi, con circa 46 consumatori che hanno già spedito la raccomdnata di richiesta di risarcimento alla propria compagnia, cifra, secondo Lannutti, destinata a raddoppiare in pochi giorni.
Che cosa fare
La richiesta di rimborso, conseguenza della multa (per «scambio d`informazioni tecniche, non per cartello sui prezzi», ribadisce l`Ania) comminate alla compagnie dall`Antitrust nel 2000, riguarda diciassette compagnie. Erano 39 ma 22 furono tolte dalla lista dal Consiglio di Stato per la lievità delle loro infrazioni.
Che cosa fare per richiedere il risarcimento che coinvolgerebbe circa 18 milioni di polizze, il 90% delle quali con rimborsi sotto i 516 euro? Occorre spedire una raccomandata alla compagnia, spiega Lannutti, quantificando il 20% dei premi pagati dal `95 al 2000 al netto delle tasse e solo sulla Rc auto (esclusi quindi furto e incendio). Se la compagnia non accetta il rimborso, rivolgersi a un giudice di pace scaricando, se volete, il modulo per la richiesta dal sito www.adusbef.it.



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