27 Giugno 2001

«Polizze auto, chi sbaglia paga»

Il presidente degli assicuratori: con i risarcimenti per i colpi di frusta gli italiani vanno ai Tropici

«Polizze auto, chi sbaglia paga»

Desiata (Ania): superfranchigia per gli autisti spericolati. Marzano: moratoria sugli aumenti

ROMA – Interventi strutturali subito sulla Rc auto. A cominciare da una franchigia a carico degli automobilisti più spericolati, chiamati a contribuire al pagamento dei danni causati. Riparte dalle proposte concrete il pressing delle assicurazioni sul nuovo governo perché imprima «un?autentica svolta» al settore. All?appello, lanciato ieri dal presidente dell?Ania, Alfonso Desiata, in occasione dell?assemblea annuale dell?associazione, ha risposto subito il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano chiedendo alle imprese una «moratoria volontaria» sugli aumenti attesi per il primo luglio. Un contributo di buona volontà in attesa della riforma vera e propria per evitare «un blocco che è un provvedimento temporaneo». «La moratoria è facile da annunciare ma difficile da realizzare perché i dati e i budget delle compagnie sono stati già fatti» ha replicato Desiata ponendo il problema soprattutto per le società quotate. Il presidente dell?Ania nella relazione ha tirato le somme di un anno di «fatti e misfatti», un anno in cui gli assicuratori «sono stati indicati come i responsabili dei mali italiani». Un anno in cui le perdite del bilancio Rc auto sono state di 2.515 miliardi. «L?assicurazione non è una tassa imposta ai cittadini a favore degli assicuratori – ha detto Desiata – ma uno strumento di risarcimento garantito per le vittime della strada». Per ristabilire l?equilibrio tra premi incassati e sinistri da pagare, l?Ania ribadisce che «è necessario smettere di ragionare in termini d?inflazione «perché dal ?94, anno della liberalizzazione del mercato assicurativo, l?inflazione è cresciuta del 18,2% mentre il costo medio dei danni pagati è aumentato del 78,8%». Per Desiata occorre anche «abbandonare un altro mito, quello del “grande cartello“ degli assicuratori», un semplice «scambio di informazioni» sanzionato da una megamulta dell?Antitrust che «pecca palesemente di eccessivo formalismo».
Tante le proposte per cambiare il sistema. A cominciare dalla polizza con franchigia che pone direttamente a carico dell?automobilista spericolato una parte del risarcimento del danno, al di sotto di una certa soglia. Desiata auspica anche la creazione di bad company ma soprattutto la soluzione del «caso italiano» del danno biologico: «Gli italiani vanno nei Paesi tropicali grazie ai risarcimenti del cosiddetto colpo di frusta, che non si nega a nessuno…».

Marzano, condividendo le soluzioni individuate dalla relazione dell?Ania, compresa «l?armonizzazione fiscale», ha dichiarato che bad company e franchigia «sono all?esame del ministero» ma che «la concorrenza tra le imprese è insufficiente» essendoci ancora chi «sfrutta le rendite di posizione». Il ministro ha infine condiviso la proposta avanzata da Desiata di lasciare liberi i lavoratori di decidere l?utilizzo del Tfr (trattamento di fine rapporto) consentendo lo sviluppo della previdenza integrativa.
Molto critiche le reazioni delle associazioni dei consumatori alle battute polemiche sul «colpo di frusta». «Parole scandalose» per il Codacons. Mentre per l?Adusbef è inaccettabile la proposta della franchigia perché «scarica i rischi propri delle imprese assicurative sui consumatori».

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