31 Luglio 2018

Politici , sindacati , Onlus ,pacifisti Da Giggino c’ è posto per tutti

Associazioni ambientaliste, contro l’ amianto e le morti da tumore, sindacati, primi cittadini a vario titolo, Onlus locali, professionisti, consumatori, autorità portuali, prefetti, organizzazioni contro gli inceneritori, governatori: ufficialmente sono stati invitati oltre sessantacinque soggetti a vario titolo. Ieri, tutti davanti al ministro del Lavoro, Luigi di Maio, per tentare di raffreddare la patata bollente che il governo gialloverde ha nelle mani. Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci ha fatto forfait, contestando la formazione del tavolo: «Una serie di sigle pseudo associative e comitati, tra cui quelle delle aggressioni in Prefettura nel giorno dell’ ultimo tragico incidente nello stabilimento». Un altro che non ha preso l’ aereo per il Mise è il responsabile dell’ associazione «Fondo Antidiossina Taranto Onlus», Fabio Matacchiera, da oltre venti anni in prima per l’ annosa vertenza. «L’ Ilva a Taranto è finita. Ci vuole solo coraggio per chiudere i battenti definitivamente. Ogni giorno che passa è un danno economico per i cittadini non solo di Taranto ma di tutta Italia. Capisco la questione occupazionale, ma quando c’ è da amputare, si fa senza sentimento». Non è certo politichese, il linguaggio di Matacchiera, ma di uno che ben conosce tutti i retroscena di questa assurda vertenza che nessuno sa come risorverla. ArcelorMittal, azionista di maggioranza della cordata Am Investco che ha vinto la gara per lo stabilimento tarantino, ieri ha rilanciato un nuovo piano. In sintesi, si dovrebbe ridurre polveri e diossine in maniera significativa per «costruire un futuro sostenibile per l’ Ilva». Un «addendum» con gli impegni aggiuntivi che la società vuole realizzare oltre a quelli previsti dal contratto firmato un anno fa. In particolare, nel documento Arcelor Mittal si impegna a «eliminare le fonti di inquinamento attraverso l’ implementazione delle misure di tutela ambientale» e ad «accelerare i tempi di esecuzione degli interventi ambientali». La società intende anche «vincolare l’ incremento della produzione, per il periodo successivo alla durata del piano, all’ impiego di processi di produzione alimentati a gas o di processi alternativi a basso utilizzo di carbone». Questi miglioramenti, in particolare, significano una «riduzione del 15% delle emissioni di CO2 per tonnellata di acciaio liquido prodotto». Per l’ impianto di sinterizzazione è previsto un taglio del 30% per le polveri e del 50% per le diossine. L’ azzeramento delle polveri (wind days) sarà nel 2020, con 18 mesi di anticipo, mentre per l’ acqua ci sarà una riduzione dell’ utilizzo del 15% nel 2023. Si arriverà poi a una «economia circolare attraverso l’ utilizzo di rottami per ridurre ulteriormente CO2 e consumo energetico». Per la trasparenza, infine, Arcelor Mitta si impegna a una «attiva cooperazione annua con l’ Arpa Puglia, l’ Asl e l’ Ares per la valutazione del danno sanitario». I SOGGETTI COINVOLTI Ed ecco tutti isoggetti convocati ieri al Mise per mezzo di una lettera ministeriale. Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia; Giovanni Toti, Presidente della Regione Liguria; Sergio Chiamparino Presidente della Regione Piemonte; Attilio Fontana, Presidente della Regione Lombardia; Prof. Avv. Pier Luigi Petrillo, Capo di Gabinetto Ministero dell’ Ambiente; Dott. Romolo De Camillis, Direttore Generale dei rapporti di lavoro e delle relazioni industriali Ministero del lavoro; Dott. Ugo Menziani, Direttore Generale degli ammortizzatori sociali e della formazione, Ministero del lavoro; Martino Tamburrano Presidente della Provincia di Taranto; Rinaldo Melucci, Sindaco di Taranto; Francesco Andrioli Sindaco di Statte; Luca Lopomo Comune di Crispiano; Fabrizio Quarto Sindaco di M assafra; Vito Antonio Punzi, Sindaco di Montemesola; Marco Bucci, Sindaco di Genova; Rocchino Muliere, Sindaco di Novi Ligure; Donato Giovanni Cafagna, Prefetto di Taranto; Paolo Emilio Signorini, Presidente Autorita di Sistema Portuale del Mar Ligure; COIL; CISL; UIL; UGL; UGL Metalmeccanici; Unione Sindacale di Base; CISAL – Metalmeccanici; FIOM -CGIL; UIL M -UIL; FLMUniti -CUB; Federmanager; Confindustria; Confindustria Taranto; Confindustria Genova; Societa per Comigliano S.p.A; Carlo Rienzi e Giuseppe Ursini, Codacons; Riccardo Ben so, Presidente dell’ Assofermet; Alessandro Marescotti, Presidente dell’ Associazione PeaceLink; Piano Taranto; Tuttamialacitta; Giustizia per Taranto; Genitori Tarantini; APS Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti; Tamburi Combattenti; ISDE Taranto; ABFO Taranto; WWF Taranto; Legamjonici contro l’ inquinamento Taranto; Fondo Antidiossina Taranto Onlus; Legambiente Taranto; Tribunale Diritti del Malato; AIL Taranto; Lega Tumori Taranto; Contramianto Associazione esposti amianto 8t altri rischi Onlus; Taranto Lider; Associazione Contro le Barriere; Attiva Lizzano; Vigiliamo per la Discarica; Comitato Art. 32 Statte; No Inceneritore Massafra; Territorio Bene Comune San Marzano di San Giuseppe; ArcelorMittal S.A. Lakshmi N. Mittal, Chairman and CEO, Geert Van Poelvoorde; Executive Vice President AM InvestCo Italy S.r.l, Matthieu Jehl; Presidente e CEO, Samuele Pa si, General Manager CFO; Commissari straordinari Uva S.p.A. in A.S., Dott. Pietro Gnudi, Prof. Enrico Laghi, Avv. Corrado Carrubba. Gae. Min.

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