Politici e numeri della crisi
-
fonte:
- Brescia Oggi
Egregio direttore, a che punto sono gli italiani sulla strada per uscire dalla crisi? Le prospettive non sembrano (e non sono) affatto buone, se è vero che basandosi su stime rilevate per il 2013, in assenza di una terapia d’ urto, è previsto un ulteriore calo dei consumi. La spesa torna ai livelli di 30 anni fa. In particolare, le stime di Confesercenti prevedono per il 2013 una ulteriore flessione dei consumi dello 0,5%, mentre l’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori stima, per il 2012, una contrazione dei consumi pari al 7%, con una riduzione di spesa di circa 40,5 miliardi (la contrazione dei consumi colpirebbe anche il settore alimentare). In sostanza, per effetto della crisi, sei italiani su dieci hanno dovuto rivedere al ribasso il proprio standard di spesa. Numeri particolarmente allarmanti per chi opera nel settore del commercio. Secondo Carlo Rienzi, presidente Codacons, in assenza di politiche e interventi che sappiano dare una scossa all’ economia e invertire il trend in atto, potrebbero arrivare a chiudere nel nostro Paese addirittura 150mila negozi, con pesanti ripercussioni sull’ intera economia nazionale. La riduzione dei consumi colpisce, come è ovvio, anche il settore dell’ impresa. Nel primo semestre 2012, il saldo tra chiusure e aperture d’ imprese è in negativo di circa 15mila unità, con una perdita di oltre 35mila posti di lavoro. Cosa si può aggiungere a queste cifre che non sono per niente rassicuranti? Noi ormai siamo spremuti fino all’ osso. Cari governanti, politicanti, faccendieri, ecc. ecc. se volete riacquistare fiducia e stima del popolo italiano, in questi pochi mesi che ci separano dalle elezioni, una soluzione ci sarebbe: tagliarvi voi in prima persona (stipendi, privilegi, vitalizi e quant’ altro) e, se non basta, fare i cosidetti “salti mortali…”! Andrea Delindati MANERBIO.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: consumi, crisi, Federconsumatori, imprese, spesa
