«Politici e banchieri coprivano Tanzi»
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fonte:
- Gazzetta di Parma
MILANO – Forse ha ragione lui. Quell`avvocato che prima di bersi un caffè sentenzia sicuro: « Finora abbiamo giochicchiato: adesso si comincia a fare sul serio » . Parmalat, primi « verdetti » al processo di Milano: Bank of America e Italaudit ( l`ex Grant Thornton) escluse dalle parti civili, ammessi invece tutti i risparmiatori, la Consob e la Parmalat di Bondi. Che ora sperano nella condanna dei 30 imputati e, soprattutto, in un congruo risarcimento dei danni. Giornata importante nel processo per aggiotaggio contro Tanzi e soci: dopo che il gup Tacconi si è pronunciato sulle parti civili hanno preso la parola i pm, per l`esposizione introduttiva. Che non solo hanno ricostruito a grandi linee il crac spiegando come banchieri e politici abbiano « coperto » Tanzi, ma hanno anche depositato nuovi, importanti, documenti: tra cui spiccano la nuova relazione della consulente dei magistrati Chiaruttini e un interrogatorio – pare rivelatore – dell`ex direttore finanziario della Parmalat Alberto Ferraris. Oltre a 7.000, scottanti, e- mail. Primo round ai risparmiatori – L`esercito dei beffati Parmalat ha conosciuto ieri la prima vera vittoria: il gup di Milano Cesare Tacconi, dopo un appello lungo 240 nomi, li ha ammessi quali parti civili nel processo contro ex vertici, sindaci e revisori della multinazionale di Collecchio. E contro, naturalmente, anche Bank of America. Che, invece, è la grande sconfitta dell`udienza di ieri. Il colosso del credito Usa, infatti, da imputato, non è riuscito a farsi passare per vittima. Il gup Tacconi ha chiuso la porta in faccia sia a Boa che a Italaudit, l`ex Grant Thornton. « Mi pare una decisione importante – ha commentato a caldo Marco De Luca, l`avvocato della nuova Parmalat -: è una cosa assolutamente vergognosa che avessero chiesto di essere ricomprese tra le parti civili: chi ha cagionato il danno non può pensare di potere prendere in giro tutti quelli che ci hanno rimesso » . Ma Bank of America, ovviamente, è di diverso parere: « Abbiamo appreso dell`ordinanza e ci riserviamo di analizzarla con attenzione. E` una decisione sorprendente con la quale non siamo d`accordo e ci riserviamo il diritto di costituirci prossimamente durante il dibattimento » . Di fatto, come detto, adesso come adesso però, fanno festa i risparmiatori: non tutte le associazioni che li rappresentavano sono state ammesse, ma i singoli azionisti e obbligazionisti – parecchie migliaia di persone – parteciperanno validamente al processo. Cosí come associazioni come Codacons, Adoc, Adusbef e Movimento dei consumatori: restano fuori, invece, la « parmigiana » Confconsumatori, Adiconsum, Altroconsumo, Cittadinanzattiva, Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale consumatori. La ragione del diverso trattamento? Le « bocciate » secondo il gup non hanno nello statuto un chiaro e specifico richiamo alla tutela del risparmio. E proprio i risparmiatori, presenti in massa alle prime udienze con le loro storie tristi ed emblematiche, sono stati i grandi assenti al processo di ieri: a rappresentarli però tutti, idealmente, c`era l`irriducibile Andrea Cogo, il trevigiano che lo scorso 13 gennaio ( come testimoniava la fotocopia della « Gazzetta » che teneva in mano) era venuto in bici a consegnare a Tanzi un grande pacco – vuoto – di Natale. I pm all`attacco – « La banda dei ragionieri di Collecchio non può avere fatto tutto da sola » . I pm milanesi, nella loro esposizione introduttiva, sono partiti in quarta: e in un`aula magna gremita hanno chiarito subito che nel mirino non hanno solo Tanzi. Rivendicata nuovamente la competenza di Milano a indagare, il sostituto procuratore Francesco Greco ha ricostruito il crac parlando di « fatti di estrema gravità incontestabili e oggettivi, ripetuti nel tempo e basati su falsi grossolani » , sollevando pesanti dubbi sul fatto che Tanzi, Tonna e due ragionieri incaricati di fabbricare la documentazione falsa possano aver fatto tutto da soli. Greco si è anche soffermato sulla « connivenza » degli organismi deputati al controllo e delle banche. Su tutte Bank of America, i cui tre funzionari imputati avrebbero tratto cospicui vantaggi con la complicità della banca stessa che ne avrebbe tratti altrettanto consistenti. La banca Usa sarebbe stata « perfettamente a conoscenza » del dissesto del gruppo di Collecchio ma continuava a chiedere garanzie e a dare finanziamenti. Una posizione che si avvicina non poco a quella sostenuta da tempo dai difensori di Tanzi tanto che Belloni ha parlato di « convergenze significative » tra la loro tesi e quella di Greco che, tra le altre cose, ha parlato di una sorta di sistema di protezione nel mondo bancario e politico al quale accennò lo stesso Tanzi in un interrogatorio, chiamandolo « scudo stellare » : « Questo fatto – ha spiegato Belloni – non potrà non comportare conseguenze sul piano processuale nel procedimento pendente a Parma, nel quale gli scenari illustrati oggi dall` accusa dovranno trovare ampio sfogo in sede istruttoria. Bisognerà capire chi ha messo l`acqua nella piscina in cui si mossero gli amministratori » . Prima di Greco, ha parlato Eugenio Fusco, il quale ha rilevato come Fausto Tonna avesse sí formalmente rassegnato le dimissioni, ma, stando al suo pari grado Alberto Ferraris, « continuava a decidere tutto lui » . I nuovi documenti – Lo dicono tutti e sin dal mattino presto: è roba grossa. I due faldoni di documenti depositati dai pm potrebbero anche cambiare le carte in tavola. Dalla relazione sulle banche della Chiaruttini, a un`altra della Pricewaterhouse sulle operazioni tra Parmalat e Bank of America, da un interrogatorio di Ferraris prima secretato ad altri resi da Tonna a Parma. In pi ù circa 7 mila e- mail tra i manager dell`ex Parmalat, in cui descrivono la situazione della barca che sta colando a picco. « Ci sono documenti – anticipa Belloni – che non cambiano il processo ma chiariscono molti punti. La deposizione di Ferraris pare abbia un grosso peso. » . Come si diceva all`inizio, adesso si comincia a fare sul serio: l`appuntamento è per l` 11 febbraio, quando il processo vivrà un`altra giornata di fuoco.
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