18 Gennaio 2005

Polemiche sulle delibere antismog

INQUINAMENTO. Scontro sulle deroghe concesse da Veltroni e Albertini


Polemiche sulle delibere antismog


Nel mirino Roma e Milano. I Comuni verso provvedimenti più drastici





Roma. È servita, ma non troppo, la prima domenica a piedi del 2005 in molte città italiane. Il livello delle polveri sottili è sceso a Roma e in Lombardia, ma è ancora ovunque al di sopra dei livelli di guardia. Mentre non si placano le polemiche per le deroghe concesse dai sindaci di Roma e Milano, soprattutto per aver permesso di usare l?auto a chi andava allo stadio, le maggiori città del centro e del nord studiano nuovi provvedimenti.
A far discutere sono due decisioni di Veltroni e Albertini: il primo ha ridotto il blocco della circolazione di tre ore, permettendo ai romani già dalle 15 di tornare a circolare liberamente in auto per le vie della capitale, perché era sceso il livello di polveri sottili. Il secondo, oltre ad aver permesso di usare il mezzo privato a chi andava a San Siro, com?è avvenuto a Roma, ha concesso deroghe anche a chi doveva assistere alle sfilate di moda.
Sono molti a protestare per queste deroghe: Alessandra Mussolini definisce «una buffonata» il provvedimento romano; il presidente del Codacons Carlo Rienzi dice che già dalla mattina chi era provvisto di biglietto per la partita e bandiere ha circolato liberamente, in barba al divieto.
Resta il fatto che i provvedimenti di questi giorni ancora non hanno sortito effetti significativi sullo smog che assedia da settimane le città.
Da uno studio dell?Istituto tumori di Genova risulta che circa 4.000 persone ogni anno muoiono nel nostro Paese a causa dell?alta concentrazione di agenti inquinanti nell?aria.
Le città più colpite dal fenomeno sono, nell?ordine, Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna e Genova. In questi giorni, comunque, molte giunte comunali delle maggiori città stanno studiando nuovi provvedimenti antismog.

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