20 Giugno 2002

Polemiche per la traccia su Papa

NIENTE TELEFONINI, COMPUTER BLINDATI E QUALCHE CONTESTAZIONE

Il più gettonato dagli studenti è il saggio breve

Polemiche per la traccia su Papa Giovanni. Critico anche l´«Osservatore»





ROMA .

Il tema su Papa Giovanni voleva essere un omaggio al neo-beato e invece ha fatto inalberare perfino l´«Osservatore romano», quello sui beni culturali doveva essere il classico pistolotto accademico-istituzionale e invece è andato a impattare con la polemica sui decreto salva-deficit (quello rozzamente detto della «vendita del Colosseo»), poi c´era la traccia sullo «stato sociale» in cui la parola «welfare» veniva citata con un errore di datazione, qualcuno ha avuto perfino da eccepire che nella nota su Quasimodo si sottolineasse che era stato un poeta attivo sulle riviste del «ventennio», quasi a dargli del filo-fascista. Insomma, va bene lo spirito critico, ma alle tracce della maturità quest´anno è stato fatto un contropelo senza pari. Per non dire che l´esame medesimo, con la novità di una commissione tutta interna (salvo il presidente) ha avuto la sua parte di denigrazione, già annunciata da vari giorni, ma ieri fortemente reiterata. Tra i ragazzi, ha vinto il saggio breve.

GLI ANTICIPI. Norme severissime – ben 27 provvedimenti tra decreti, circolari, note, lettere e grida manzoniane – impongono ai docenti le modalità di svolgimento dell´esame. Obiettivo: la sicurezza. Nulla deve trapelare prima, nulla doveva entrare nella scuola durante. Quindi niente telefonini e palmari, ma anche blindatura delle postazioni Internet. Le tracce ieri erano «embargate» fino alle 12.45, quando il ministero le avrebbe messe on line. Ma la guerra è guerra e quindi «Il Nuovo.it», per il secondo anno consecutivo, è riuscito a darle intorno alle 10, mezz´ora dopo le ha lette Radio Capital, fantastico scoop ma del quale hanno beneficiato solo parenti e amici dei maturanti, mentre gli interessati, ovviamente, no. Anche Studenti.it ha cominciato il suo tam tam, e quando il ministero ha diffuso il suo comunicato, i temi erano già moneta corrente. La polizia postale sta indagando su cinque siti «spioni», e il Codacons ha denunciato «matura.it» perché «venderebbe a 8 euro una card che promette informazioni riservate sulla maturità anche via sms».
LE POLEMICHE. Appena letti i temi, si è subito cominciato a fare loro «le pulci». Soprattutto quello su papa Giovanni ha eccitato gli studiosi. «Discutibile la traccia offerta per il tema storico – ha attaccato l´«Osservatore Romano» – si fa riferimento a Papa Giovanni XXIII e al Concilio per esprimere un confutabile giudizio su un complesso periodo della storia della Chiesa». E poi i saggi del ministero che hanno scelto questa traccia forse non sapevano che «gli studenti probabilmente non hanno neppure affrontato a scuola un simile argomento» ha rilevato lo storico Pietro Scoppola, in sostanziale sintonia col collega Nicola Tranfaglia. «L´aggiornamento della Chiesa del Concilio vaticano II – ha detto argomentando le riserve ecclesiastiche Loris Capovilla, a suo tempo segretario di papa Giovanni – è il frutto di almeno 80 anni precedenti. Restringere questo aggiornamento alla sola azione giovannea fa cadere il percorso storico iniziato in particolare da Leone XIII». Quasimodo ha accontentato di più: è stata felice della scelta la scrittrice Dacia Maraini, ma soprattutto lo è stato il figlio del poeta, Alessandro. Il tema sui beni culturali ha fatto la gioia congiunta e diversamente motivata sia del ministro Urbani che del dissidente sottosegretario Sgarbi, e inoltre di legambiente e del wwf. L´insieme dei temi non è piaciuto invece all´ex ministro Luigi Berlinguer: «Si tratta di un ritorno al passato più bolso, perché l´insieme delle tracce, salvo quella su Giovanni XXIII, non sollecita la riflessione critica di pensiero, ma la pura descrizione».

QUESTO ESAME. Dato che c´era, l´«Osservatore Romano» ha pensato bene di impallinare la formula stessa dell´esame morattiano: «Molti insegnanti – scrive il quotidiano – e alcune organizzazioni sindacali contestano la riforma voluta dal ministro Letizia Moratti, che ha introdotto la novità delle commissioni formate, ad esclusione del presidente, da insegnanti interni. La Cgil scuola ha reso noto che migliaia di lettere di protesta sono state inviate al ministro, a commissari e presidenti». L´Osservatore avrebbe potuto aggiungere che anche Gilda e Cobas sono sul piede di guerra per questa formula di esame, e se la protesta non deflagra è solo perché la legge sugli scioperi impedisce di bloccare le prove. Una riforma della maturità è stata chiesta anche dal responsabile scuola di An, Giuseppe Valditara e dall´associazione degli insegnanti Apef, mentre i giovani di Forza Italia sono stati molto più diretti: «Questo esame è anacronistico. La cosa migliore è abolirlo».

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