POLEMICHE ALIMENTARI
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fonte:
- Il Mattino
Non è latte fresco quello d?importazione comunitaria che ha un termine di scadenza superiore ai quattro giorni. Non è latte fresco quello microfiltrato: non può essere venduto con l?etichettatura «fresco». La parola del Tar del Lazio mette fine a una polemica infinita. I giudici amministrativi della III sezione, infatti, danno ragione alle associazioni dei consumatori. Lo fanno annullando, in parte, quella circolare del ministero delle attività produttive del 2 agosto 2001 e accogliendo il ricorso presentato dall?Unione nazionale produttori di latte bovino, dall?Alpilat e da Codacons, Adusbef e Federconsumatori.
A tutela della freschezza del latte, così come sancita dalla legge 169/89, insieme Unalat e associazioni dei consumatori si erano rivolti al Tar per l?annullamento del provvedimento ministeriale lì dove dettava date di scadenze e termine minimo di conservazione del prodotto. I giudici amministrativi ricordando le caratteristiche del latte fresco pastorizzato ribadiscono nella sentenza: «la soggezione d?ogni produttore, italiano o straniero, al regime della 169/1989, qualora egli voglia produrre e commercializzare in Italia un latte pastorizzato con la denominazione di ?fresco?». E non solo. Dicono chiaro che «il produttore comunitario non può pretendere la trasposizione del proprio regime nazionale del latte fresco nell?ordinamento italiano in virtù del principio del mutuo riconoscimento, perchè questo funziona solo se tale tecnica di produzione o di denominazione fosse coperta da norme comunitarie e non anche quando ciascun Stato membro dell?Ue può provvedervi sua sponte».
«La decisione del Tar del Lazio sul latte fresco – commentano le associazioni dei consumatori – rappresenta una vittoria dei consumatori a vantaggio della salute e della trasparenza delle etichettature». Forti di questa sentenza affilano ancor più le armi. Il Codacons, in testa, annuncia il ricorso alla procura della Repubblica di Torino e, subito dopo, una pioggia di ricorsi a tutte le altre Procure «affinchè sulla base della sentenza vengano sequestrate dagli scaffali le confezioni di latte microfiltrato, venduto come fresco». Il Codacons, spiega, di aver dimostrato al Tar come il consumatore italiano subisca un inganno visto che conosce come latte fresco quello che dura solo quattro giorni, che arriva crudo allo stato di confezionamento, è sottoposto a un solo trattamento termico della pastorizzazione ed entro 48 ore viene presentato al consumo.Come recita la legge.
[Ma non è l?unico inganno. Il Codacons, in nome dei cosumatori, ora sta per sferrare un nuovo colpo: ha deciso di presentare anche un altro esposto alla procura della Repubblica di alcune città italiane sulla base di una denuncia della Coldiretti. Stando ad una stima dell?associazione, infatti, una busta di latte su tre sarebbe confezionata in Italia con latte importato dall?estero. Ma il consumatore non lo sa. Il prodotto arrivato dall?estero, si calcola almeno 1,6 miliardi di litri di latte, attraverso la ttrasformazione industriale e il confezionamento si trasforma in latte, yogurt o formaggio italiano. Il Codacons, contro quest?altro inganno consumato alle spalle della gente, ha chiesto ai Nar di aprire indagini sul territorio attraverso ispezioni e analisi a campione in tutt?Italia per «accertare se sia o meno ravvisabile il reato di Frode in commercio».
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