1 Dicembre 2020

Polemica sugli screening di massa De Santis bacchetta il Codacons

Tutta la vicenda ruota attorno all’idea dell’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Raffaele De Santis, di avviare una campagna di screening di massa, per la ricerca del Covid, nella popolazione sanpietrese, attraverso l’esecuzione di tamponi antigenici (test rapidi). L’iniziativa è finita nell’occhio del ciclone, a seguito di una diffida del Codacons che ha accusato l’amministrazione comunale di aver messo su un mercato di tamponi, che sarebbero stati venduti ai cittadini a 100 euro. Un’accusa pesante quella rivolta dal Codacons, dalla quale l’amministrazione ha deciso di difendersi, raccontando la propria versione dei fatti. Il sindaco ha, infatti, spiegato che con una delibera di giunta del 23 novembre scorso e con una successiva determina del responsabile di area amministrativa del 24 novembre, l’amministrazione comunale ha approvato la ricerca di mercato al minor prezzo precedentemente richiesta ad alcuni laboratori, studi medici e società, affinché potesse essere avviata attività di screening di massa, scegliendo, tra quelle pervenute, l’offerta tecnica ed economica più vantaggiosa per rendere ai cittadini residenti un servizio in loco ad un prezzo altamente contenuto. «Sappiamo – spiega il primo cittadino – tutti che i tamponi antigenici rapidi vengono praticati da laboratori, studi medici e società, a un prezzo che si aggira intorno ai 40 euro. Ai cittadini di San Pietro Apostolo è stata offerta invece, la possibilità di eseguire questo tipo di tamponi a soli 15 euro, in quanto, della restante quota fino alla concorrenza di 23 euro, si è fatto carico il Comune». Giovedì scorso ha avuto inizio l’attività di screening nel campo sportivo comunale, dalla quale sono emersi diversi esiti positivi; pertanto molti cittadini hanno manifestato la necessità di svolgere nell’immediato il tampone molecolare, obbligatorio in caso di presunta positività. «A questo punto – rimarca il sindaco – visti i tempi di esecuzione dei tamponi molecolari da parte delle Asp e visto che alcuni miei concittadini che in precedenza sono risultati positivi con un test antigenico, hanno atteso anche fino a 20/ giorni che l’Asp eseguisse loro il tampone, mentre altri sono ancora in attesa senza avere alcuna risposta da settimane, al cittadino non è rimasto altro da fare che rivolgersi ai laboratori privati. Pressati dai cittadini positivi, abbiamo semplicemente inteso prestare l’atrio antistante l’ingresso della casa comunale, dove avrebbero potuto effettuare il tampone molecolare a un prezzo che solo successivamente mi è stato riferito essere pari ad 85 euro, tanti sicuramente, ma non 100 euro. Nessuna trattativa è stata svolta dal Comune». De Santis ha poi raccontato che, a seguito della denuncia del Codacons, il laboratorio che si era reso disponibile con i cittadini a svolgere in loco i tamponi molecolari, ha sospeso l’iniziativa «Molti cittadini – ha aggiunto – si sono trovati costretti ad organizzarsi con mezzi propri, recandosi personalmente nei laboratori presenti nella provincia, riferendomi successivamente di aver affrontato un costo superiore ai 100 euro per l’esecuzione del tampone molecolare

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