19 Luglio 2011

Poker, il Fisco indaga sulle vincite all’estero

Tavolo verde fonte di reddito? Benissimo, diventi anche fonte di gettito per l’ erario, anche se la somma è stata vinta all’ estero. É una doccia fredda quella che si è abbattuta sui 4mila giocatori italiani del poker "live" che grazie alla loro bravura (o anche fortuna) sono riusciti a raccogliere proventi all’ estero per 73milioni di euro. Una cifra sicuramente interessante anche per il fisco che, considerandola "reddito diverso", la ritiene comunque tassabile. E quindi i 4mila amanti delle carte, che mai hanno pensato di dichiarare al Fisco le loro entrate fortunate, si trovano oggetto di un accertamento. L’ operazione "All in" dell’ Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza riguarda solo coloro che hanno puntato all’ estero, in quanto le vincite nei Casinò italiani sono già tassate. Il numero dei giocatori italiani sui tavoli verdi di tutto il mondo sta fortemente aumentando, attirati senza dubbio dal miraggio di vittorie facili e "pesanti". Molti hanno scalato le classifiche dei big e sono considerati tra i giocatori più forti del mondo. Ieri è stato intanto il primo giorno di "assaggio" per migliaia di tavoli on line. L’ intero sistema entrerà a regime da venerdì prossimo e già si prevede che movimenterà un volume d’ affari di 1,5 miliardi di euro al mese. I provider autorizzati dai Monopoli di Stato, da Lottomatica a Sisal, o gli specializzati del settore come Misterbet sono pronti a partire. Sarà possibile giocare on line a poker cash (con puntate vere e non fasulle) e a tutti qui giochi che abitualmente si trovano sui tavoli dei casinò, come la roulette, i dadi, black jack. Ma mentre gli operatori del settore esultano per le nuove opportunità che vengono concesse agli amanti del brivido a tavolino, Libera, l’ associazione contro le mafie denuncia il rischio che "da oggi si possa diventare malati d’ azzardo per legge": «Da un lato la commissione Antimafia denuncia il legame sempre più stretto tra gioco d’azzardo e criminalità organizzata – è la denuncia – e dall’ altro si da il via libera al gioco d’ azzardo on line». Che il gioco d’ azzardo on line possa dare dipendenza è più di qualche esperto a sostenerlo. Non ultimo lo psicologo David Hodgins, dell’ università di Calgary (Canada) che sulla prestigiosa rivista "The Lancet" ha ricordato come ad Hong Kong il 5 per cento della popolazione sia dipendente da queste pratiche a livello psicologico e non riesca più a smettere, mettendo seriamente in bilico il proprio patrimonio. La loro pericolosità è legata infatti alla possibilità di accedervi comodamente da casa 24 ore su 24. Un recente studio condotta dal Codacons e dai Monopoli di Stato sui giovani, poker e gioco on line ha evidenziato come tra i 15 e i 19 anni, il 47 per cento dei ragazzi hanno dichiarano di aver giocato in denaro almeno una volta negli ultimi 12 mesi. A livello nazionale si calcola che almeno 80mila persone siano dipendenti dal gioco d’ azzardo legale o illegale che sia. © riproduzione riservata.

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