7 Novembre 2007

Poker di banche nel mirino di Draghi



Il dg di Bankitalia, Saccomanni: “Accertamenti in corso su 4 grandi istituti“. Scivolano i titoli di Unicredit, Banco Popolare, Mps e Ubi Banca. Raddoppiata l`esposizione degli enti locali Bankitalia alza la guardia sull`allarme derivati, e accende un faro sull`esposizione di “4 banche di dimensioni rilevanti“. A darne notizia è stato ieri il direttore generale di Via Nazionale, Fabrizio Saccomanni, nel corso di una audizione in commissione Finanze alla Camera. Immediata la reazione dei mercati, che hanno punito quasi tutti i titoli del comparto bancario. Ad eccezione di Intesa Sanpaolo (“sul tema dei derivati abbiamo già dato tutti i chiarimenti alla Banca d`Italia“, ha detto ieri il consigliere delegato del gruppo Corrado Passera), hanno chiuso nel segno negativo Unicredit (-0,93%), Banco Popolare (-0,86%), Ubi Banca (-0,94%) e Mps (-0,3%). Perdite contenute, anche perché per la banca centrale “la dimensione dei rischi a fronte dell`operatività in derivati appare contenuta“. Tuttavia, l`istituto punta anche l`indice sulla “crescente rilevanza del fenomeno“, parlando di “possibili conseguenze sulla solvibilità degli intermediari“, che avrebbero indotto la Vigilanza ad intensificare la propria azione di monitoraggio. A partire dal 2006, sono state effettuate ispezioni mirate su tre istituti, tra i più attivi nel comparto. Ma, soprattutto, Saccomanni ha annunciato il recente avvio di “un accertamento specificatamente orientato all`operatività in derivati che riguarda 4 gruppi bancari e che include anche l`attività con gli enti locali“. Il dg ha mantenuto totale riserbo sull`entità degli istituti. Una riservatezza che però è stata criticata da vari esponenti del mondo politico e dalle associazioni dei consumatori. Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori hanno affermato in una nota che la Banca d`Italia, “per correttezza e trasparenza, e per evitare speculazioni sui mercati, ha il preciso dovere di informare su quali gruppi bancari vengono concentrati gli accertamenti perché non può rendersi complice di una turbativa di mercato“. In ogni caso, il nervo sensibile riguarda gli enti locali, che “hanno raddoppiato la loro esposizione verso i derivati, portandola dai 500 milioni del dicembre 2005 agli 1,054 miliardi dell`agosto scorso“. Tale somma potrebbe però essere ancora maggiore, visto che i dati di Bankitalia non tengono conto delle operazioni con gli intermediari esteri. Ecco perché, da una parte Saccomanni ha auspicato una maggiore accortezza degli enti, dall`altra ha promosso a pieni voti l`emendamento alla Finanziaria che attribuisce poteri di supervisione al ministero dell`Economia, sul quale Bankitalia “è pronta a fornire la propria collaborazione“.

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