Poco personale, Giudici di Pace in tilt
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fonte:
- Gazzetta di Modena
Poco personale, Giudici di Pace in tilt
Lunghe attese, ritardi e disguidi anche per i ricorsi contro le multe di Alessia Pedrielli AAA cancelliere cercasi. Questo potrebbe essere l`annuncio da esporre all`entrata della sede dei Giudici di Pace in via San Pietro. Due cancellerie su tre sono chiuse per mancanza di organico e, appeso ad una porta degli uffici vuoti campeggia un cartello con su scritto: “Gli uffici sono chiusi per mancanza di personale“. L`unica a rimanere attiva è la cancelleria in cui si consegnano gli atti di opposizione alle sanzioni amministrative, cioè i ricorsi contro le multe. Temporaneamente sospese invece le ricezioni degli atti per le cause civili ordinarie e quella per i decreti ingiuntivi. Davanti all`ufficio dell`unico cancelliere, preso in prestito Tribunale, sono molte le persone in fila ad attendere, e tra queste anche alcuni avvocati: “Dopo aver ritirato il numero di prenotazione del turno – ci spiega uno di questi – si aspetta anche più di un`ora per entrare a consegnare i propri atti. Capita spesso di attendere inutilmente perché la cancelleria a mezzogiorno chiude improrogabilmente, anche in caso ci sia gente fuori ad attendere con il numero per il turno“. Dentro all`ufficio l`unico cancelliere riceve, da solo, una cinquantina di atti a giorno tenendo l`ufficio aperto al pubblico soltanto qualche ora. Una situazione grave, che non piace a nessuno: non piace alla gente in attesa, che oltretutto non può ricevere informazioni di nessun genere sui ricorsi che va a consegnare, pare proprio per esigenze di “fila“, non piace ai Giudici di Pace, anch`essi sotto organico, non piace agli avvocati che si vedono udienze fissate per l`anno a venire senza la certezza che nel frattempo gli atti necessari verranno notificati alla controparte. Un grosso ingorgo dunque per una carenza di organico difficilmente spiegabile, ma che ad alcuni parrebbe facilmente risolvibile. Quale sia il problema di fondo che porta a questa situazione, infatti, non è chiaro, ma certo è che le conseguenze si fanno sentire: “Le conseguenze di questa carenza sono una serie di disservizi a cascata – dichiara Fabio Galli del Codacons che si trova spesso ad avere a che fare con ricorsi contro atti amministrativi – succede ad esempio che i ricorsi contro le multe non arrivino per tempo ai Vigili che quindi non vanno ad interrompere i processi che raddoppiano le multe non pagate e non contestate, così come succede che dopo aver aspettato sette mesi un`udienza alla stessa la controparte non si presenti perché l`atto non è giunto in tempo“. Il cancelliere infatti ha il compito non solo di ritirare i ricorsi, ma anche di ridistribuirli agli uffici competenti in modo tale da preparare fattivamente l`udienza presso i giudici. Senza la mediazione della cancelleria dunque il meccanismo giudiziario si inceppa creando dei rallentamenti e un cattivo funzionamento del sistema: “Si ledono i diritti dei cittadini – ribadisce il Codacons – che a volte sono costretti a presentare ricorsi ai ricorsi, si ledono i diritti dei Giudici di Pace che si trovano ingolfati nelle cause e soprattutto c`è un assurdo sovraccarico di lavoro per il cancelliere“. Nel momento in cui venne istituita la funzione dei Giudici di Pace, più di dieci anni fa, i cancellieri attivi erano ben otto per un ammontare annuo di cause che non erano superiori alle 400. Oggi la situazione è completamente capovolta: il cancelliere è uno solo, i Giudici di Pace sono dodici (su quindici che prevederebbe l`organico in base alla popolazione) e le cause in un anno sono più di 4000 per i ricorsi alle multe, 1500 quelle civili e 400 quelle penali. In un anno dunque, nelle mani di una sola persona passano, per essere smistati, controllati e recapitati, quasi 6000 atti giudiziari.
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