26 Luglio 2009

“Pochi scontrini, la crisi legittima ad evadere”

Ristoratori «poveri» Miozzi: l’inchiesta aiuterà i cittadini onesti. Confesercenti: non generalizzare

 VENEZIA Isolare le mele marce giova a tutti, esercenti, commercianti e cittadini. Le associazioni di tutela dei consumatori plaudono la decisione del procuratore aggiunto Carlo Mastelloni di indagare sui redditi dei ristoratori. Strizza l’occhio all’inchiesta anche il mondo del commercio. «E’ bene stanare gli evasori commenta Tiziano Scandagliato di Confersercenti stiamo attenti però a non fare generalizzazioni pericolose ». Non tutti i negozianti, baristi e ristoratori sono disonesti. Anzi la percentuale di chi non emette lo scontrino sarebbe minoritaria, secondo Confesercenti ed è quanto appunto probabilmente emergerà dall’inchiesta. «E’ bene che partano controlli commenta invece Lorenzo Miozzi del Movimento consumatori . Le indagini riveleranno chi è onesto che non ha motivo di preoccuparsi ». Alle associazioni di categoria schieratesi in difesa dei ristoratori che hanno dichiarato redditi da pensionati dando la colpa alla crisi, Miozzi fa quindi notare, «i dati diffusi dal Dipartimento fiscale del ministero dell’Economia riguardano le dichiarazioni del 2008 e dunque i redditi del 2007 quando non c’era crisi mondiale». Precisazioni a parte, «in questo periodo è sotto l’occhio di tutti che vengono rilasciati molti scontrini in meno continua Miozzi il periodo difficile fa sentire diversi operatori legittimati ad evadere ». Bene dunque che la Procura indaghi, sostiene il Movimento consumatori. L’evasione produce maggior gettito fiscale per i cittadini onesti, spiega Miozzi, e pesanti ricadute per la comunità. «Se lo Stato ha meno soldi di entrate conclude si continuano a fare tagli, ad esempio, in investimenti e sociale. Inoltre se tutti pagano le tasse, le tasse diminuiscono ».  Franco Conte di Codacons è sicuro invece che «l’inchiesta di Mastelloni rivelerà che il 99 per cento dei ristoratori è onesto. Il procuratore ha tutto il nostro plauso aggiunge perché contrasta l’opacità in nome della trasparenza fiscale».  Codacons era già scesa in campo contro i prezzi diversificati per veneziani e stranieri. «Noi difendiamo tutte le operazioni di trasparenza dice Conte migliorano la fiducia, e quindi i consumi, tra cittadini».  In ogni caso, Codacons si oppone a «giudizi sommari ai danni di un’intera categoria». «Sono convinto che i ristoratori sono persone che lavorano duro, fanno grossi sacrifici e gli onesti non hanno nulla da temere per queste indagini».

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