2 Agosto 2014

Pochi in spiaggia, code nelle città Tracolla il mito dell’ estate al mare

Pochi in spiaggia, code nelle città Tracolla il mito dell’ estate al mare

Girare a vuoto per il centro di Firenze e non trovare un posto macchina se non dopo una buona mezz’ ora: sembrerebbe normale routine, peccato che sia il primo di agosto. È quel che succede in un’ estate strana in cui, secondo i numeri dell’ osservatorio nazionale Federconsumatori, il 31 per cento degli italiani non è andato e non andrà in vacanza. Tra giugno e luglio, c’ è stato un crollo delle presenze balneari pari al 70 per cento: colpa della crisi economica che è tutt’ altro che finita, ma anche dei temporali che hanno tempestato gli scorsi fine settimana, dando un colpo tremendo a stabilimenti, alberghi e ristoranti sulle coste. Sono soltanto 20 milioni, secondo il Codacons, gli italiani che metteranno piede nelle nostre spiagge durante questa estate, 9 milioni in meno rispetto al 2008. Così, anche in Toscana, dalla Versilia al grossetano, molti ombrelloni restano chiusi. In luoghi una volta destinati ai portafogli più gonfi, ora spuntano offerte stracciate last minute: a Lido di Camaiore ecco un appartamento 4 Stelle, di 100 metri quadrati e a due passi dal mare, a 1.400 euro per tutto il mese di agosto. Quanto ai traghetti da Piombino all’ Elba, c’ è così tanto posto che si può prenotare l’ imbarco di un minibus su ben 31 navi, con solo un giorno d’ anticipo rispetto al viaggio. D’ altro canto, le città sono piene come non era mai successo. A Firenze il ”chiuso per ferie” è ormai un ricordo del passato: «È molto più corretto parlare di “aperti per ferie”», ironizza il direttore di Confcommercio Firenze, Tiziano Tempestini. Secondo l’ associazione, l’ 80 per cento dei negozi del centro storico resterà aperto anche d’ agosto. Ad abbassare le saracinesche sono soprattutto le botteghe di periferia e le attività più piccole, dove se il proprietario va in vacanza non c’ è nessuno che lo possa sostituire. «In centro tenere aperto diventa una necessità – prosegue Tempestini – visti gli altissimi costi d’ affitto da ammortizzare, si cerca di arginare quel calo delle vendite che purtroppo è una realtà». Del resto, il quadrilatero d’ oro esplode di turisti, quasi tutti stranieri. In piazza del Duomo sono pochissimi a parlare italiano, mentre tra via dei Calzaiuoli e via Tornabuoni le vetrine sono tutte illuminate: nulla di strano, anzi, l’ età media dei visitatori stranieri si alza rispetto alle comitive scolastiche della primavera e, quindi, per i negozi delle grandi firme l’ estate è da sempre un buon momento per fare affari. La notizia è che a stare aperte ci sono molte botteghe destinate ai fiorentini. Confcommercio ha stilato come ogni estate «Agosto io ci sono», l’ elenco degli alimentari che non faranno ferie: l’ anno scorso era il 60 per cento, quest’ anno il 65 per cento. Ma per la prima volta altre categorie hanno chiesto all’ associazione di stilare un elenco anche per loro, come ad esempio i carrozzieri, che faranno registrare aperture oltre il 50 per cento; pensare che una volta trovare qualcuno disposto a riparare un’ automobile d’ agosto sembrava tanto a una scommessa. «Si tratta di imprese che si adeguano alla difficile congiuntura economica del momento, e, più generalmente, alle mutate abitudini dei fiorentini», commenta il presidente di Fiesa Confesercenti, Raffaele Viggiani. L’ inversione di tendenza si vede ad occhio nudo. Tra via Gioberti, borgo la Croce e via Pietrapiana, le vie dello shopping in vernacolo, dove gli stranieri quasi non si vedono, ha le saracinesche abbassate solo una bottega su dieci. Il viavai di gente c’ è anche nelle ore più calde della giornata e, in via Gioberti, in strada è il solito concerto di macchine clacsonanti. «Meno male che siamo ad agosto – commentava ieri mattina un avventore di un bar tabacchi di Borgo Pinti – è un quarto d’ ora che aspetto per leggere il giornale». E non è solo questione di bar, forni e ristoranti, ma anche di ferramenta, mercerie e cartolerie. Persino negli uffici dei grandi enti non sembra essere arrivata l’ estate: «In Palazzo Vecchio siamo ancora quasi tutti», spiega un dipendente del Comune. Lunghe code anche alle casse alla Coop di via Cimabue: «Nei nostri supermercati rispetto alle estati passate c’ è un chiaro trend di aumento dei clienti – spiegano da Unicoop Firenze – ma la crisi morde e anche se c’ è più gente gli scontrini non si impennano». La Coop, viste le richieste, si dedica alle attività sociali: gli «orti in terrazza» con il Quartiere 5, le «cacce al tesoro» a Novoli, le attività per anziani a Gavinana e a Ponte a Greve, i campi solari per intrattenere le mattine dei bambini. «Queste attività sono sempre affollatissime – dicono – sono molti fiorentini ad aver pochi soldi da spendere». Giulio Gori.

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