“Pochi centimetri più in là e sarebbe stata una strage” Paura e caos sulla metro A
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fonte:
- la Repubblica
LORENZO D’ ALBERGO QUESTIONEdi centimetri. Se il palo che ieri mattina ha sfondato la volta della galleria della metropolitana, all’ altezza della stazione Flaminio, avesse colpito il treno numero 7 in posizione più centrale, oggi Roma sarebbe probabilmente alle prese con la conta delle vittime di un incidente che ha dell’ incredibile. A salvare il macchinista e le centinaia di passeggeri che ieri mattina erano a bordo del convoglio partito alle 8.11 da Battistini è stata la sorte. La stessa che avrebbe potuto trasformare lo scontro senza feriti sulla linea A in un deragliamento simile a quello avvenuto poche ore prima a Mosca dove il bilancio provvisorio ha già toccato quota 20 morti. Così, a disastro sfiorato, nella memoria collettiva della città resterà solo l’ ennesima giornata di disservizio: fino alla fine della giornata, i treni nel tratto Termini-Battistini sono stati sostituiti da 35 bus navetta. La consapevolezza di aver messo a repentaglio le vite di decine e decine di passeggeri ha comunque fatto suonare più di un campanello d’ allarme tra i vertici di Atac, che hanno subito avviato un’ indagine interna parallela all’ inchiesta della procura. Il pm Pietro Pollidori ha aperto un fascicolo, al momento senza indagati o ipotesi di reato, su quanto accaduto sotto al Flaminio. Per tutta la giornata gli ispettori del lavoro e i carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche hanno raccolto testimonianze, documenti e foto. Nei prossimi giorni sul tavolo del magistrato arriverà anche la relazione firmata dai tecnici della municipalizzata dei trasporti. L’ obiettivo è accertare se ci si trovi davanti a un errore umano o a un problema strutturale. In attesa della chiusura delle due indagini, sembrano però esserci pochi dubbi su quanto accaduto ieri mattina. Secondo la stessa Atac, a colpire il treno diretto verso Anagnina è stato uno dei micropali di fondazione calati dal cantiere della Ferrovit Scarl (consorzio composto da Ccc, Donati spa e Preneste appalti) per l’ ammodernamento del capolinea della ferrovia Roma- Viterbo. Lunedì gli operai hanno forato per quattro volte il terreno, piazzando altrettanti tubi di acciaio vuoti e pronti a essere riempiti di calcestruzzo. Ieri, invece, si sono dovuti fermare al primo. Durante la trivellazione, il palo lungo 18 metri e dal diametro di oltre 60 centimetri è scivolato troppo in profondità, sfondando la volta della galleria della metropolitana e finendo per piazzarsi proprio in mezzo ai binari. Fino a colpire il finestrino del macchinista del 7. A confermare quanto accaduto sono i testimoni oculari di quella che avrebbe potuto essere una strage. «Abbiamo sentito un colpo secco – spiega una delle guardie giurate in servizio alla stazione Flaminio – e ci siamo precipitati sulla banchina. Poi è arrivato il treno. Ha colpito il tubo che era apparso dal nulla in mezzo al tunnel e si è sentito un altro botto tremendo». A quel punto, una piccola nube di fumo ha avvolto il macchinista e i passeggeri in preda al panico. «Ma per fortuna non si è fatto male nessuno, neanche il conducente », racconta ancora la guardia. L’ ovvio corollario dello stop della linea A (prima da Ottaviano a San Giovanni e poi solo fino alla stazione Termini) sono stati il blocco del traffico da Prati al centro storico e le navette sostitutive prese d’ assalto da pendolari e turisti. In contemporanea, complice il caldo, è partita la battaglia di nervi tra gli addetti Atac e chi si avvicinava per chiedere loro informazioni su una possibile riapertura della metropolitana. Tra le risposte più gettonate, in un’ escalation di tensione, un pacato «no, non sappiamo ancora quando ripartirà il servizio» e il più diretto «fa prima ad arrivarci a piedi». Un consiglio che sono stati costretti a seguire tutti i passeggeri diretti alla fermata di piazza di Spagna, non raggiunta dalle navette, facendo un bagno di sole prima in piazza del Popolo e poi in una rovente via del Babuino. Nel frattempo, l’ assessore alla Mobilità e ai trasporti, Guido Improta, visitava l’ area dell’ incidente: «Il rischio è stato grande e ora è importante mettere in sicurezza la galleria e l’ intera tratta della linea A. Poi, dopo che gli operai avranno segato e rimosso il tubo e il convoglio incidentato, sarà riportato al deposito di Osteria del Curato, si dovrà capire cosa sia accaduto». Intanto il Codacons ieri ha denunciato l’ Atac: «Stimiamo che il danno prodotto oggi alla città nel settore pubblico e privato sia pari ad almeno 50 milioni di euro» ha detto il presidente Carlo Rienzi. © RIPRODUZIONE RISERVATA Il Codacons denuncia l’ azienda dei trasporti “Danni procurati per 50 milioni di euro” LA MOTRICE Ecco la motrice del treno numero 7 dopo l’ impatto del palo contro l’ abitacolo.
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