Poche speranze nei saldi estivi
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fonte:
- Il Quotidiano del Sud
I saldi della stagione estiva 2021 sono iniziati sabato 3 luglio con scontistiche fino al 70 per cento, ma per i negozi di Corso Mazzini non sono sinonimo di maggiore affluenza. In contro tendenza rispetto a quanto dichiarato dal Codacons, i saldi non sono l’occasione di recuperare le perdite. «Si fanno piccoli saldi tutto l’anno, ormai il cliente neanche attende la stagione per vederselo applicare», afferma una nutrita dei commercianti interpellati.E questo a dimostrazione che la realtà è ben diversa da ciò che appare, per molte attività i saldi sono iniziati già a metà della scorsa settimana, con sconti anticipati nella speranza di preparare, o trattenere, una clientela risicata e incostante. Pochi acquisti, spesso stagionali, con battute di scontrini di poche decine d’euro. «La gente non rinnova più l’ar- madio, si approfitta dei saldi per l’acquisto aggiuntivo,o per un abbinamento dell’ultimo minuto», continuano i negozianti nella loro riflessione.Si avverte, quest’anno in maniera predominante, la concorrenza dell’e-commerce, abitudine ormai entrata a gamba tesa nella routine e, senza risparmiare alcun settore, lascia i negozi vuoti. Le esigue passeggiate sono un altro tasto dolente riscontrato in maniera indistinta da Piazza Roma al Cavatore, sino al quasi totale deserto nel tardo pomeriggio. «Con il gran caldo di questi giorni, in molti sono corsi al mare», fanno notare soprattutto i negozi del settore casalingo, per i quali i prodotti richiesti oscillano dal particolare piatto di portata estivo, al corredo letto da usare in vacanza. È quasi completamente fermo invece il settore tessile, che riporta un calo generale delle vendite di circa il 30 per cento, aggravato dalla scarsa presenza di capi eleganti per l’estate. «Molte aziende non hanno prodotto e siamo stati cauti negli acquisti», spiegano i gestori del negozio di abbigliamento “Ciak”, che sperano in un miglioramento nelle prossime settimane. È diversa la situazione per il settore bambini, soprattutto per la fascia d’età neonatale e primi passi che, rientrando tra i servizi di prima necessità, non ha mai chiuso, seppure senza effettivi vantaggi. «Con l’abbigliamento stiamo lavorando un po’ di più grazie ai battesimi», dichiarano i negozianti che risentono la difficoltà di vestire i bambini la cui età si aggira intorno ai 18 mesi, il doppio della media prevista per l’occasione. Le calzature bambino invece pare siano in pareggio con i dati dello scorso anno, stessa situazione verificatasi anche per i negozi di pelletteria e lingerie. Oltre ai molti locali vuoti che costeggiano la principale arteria del centro storico, altrettanti avvertono la minaccia della chiusura e il senso di abbandono da parte dello Stato, cieco di fronte alle effettive perdite di fatturato, per cui sono giunti ristori insufficienti, se non del tutto assenti. Mentre negozi come Calzature Prestige ammette di aver vissuto giornate di incasso inferiori a 200 euro, il settore cosmetico e profumeria è tra i più amareggiati, con chiusure di giornata che rasentano lo zero, fornitori sordi alle difficoltà del singolo commerciante e intransigenti canoni di locazione. La stagione degli sconti si prolunga per tutta l’estate, fino al 1 settembre, con la speranza che, almeno dopo ferragosto, la città torni a popolarsi.«I saldi favoriscono il cliente che cerca l’affare e i centri commerciali, non il piccolo negozio», è l’appello dei commercianti, che riscontrano poco interesse da parte della cittadinanza.«In una città quasi essenzialmente impiegatizia, dove gran parte della popolazione lavora ancora in smart working – concludono – non saranno i saldi a favorire la ripartenza, ma certamente dopo le vacanze, chi ha la disponibilità favorisca i negozi su Corso Mazzini».
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