6 Luglio 2021

Poche speranze nei saldi estivi

I saldi  della  stagione  estiva  2021  sono  iniziati  sabato  3  luglio  con  scontistiche  fino  al  70  per  cento,  ma  per  i  negozi  di  Corso  Mazzini  non  sono  sinonimo  di  maggiore  affluenza.  In  contro  tendenza  rispetto  a  quanto  dichiarato  dal  Codacons,  i  saldi  non  sono  l’occasione  di  recuperare  le  perdite.  «Si  fanno  piccoli  saldi  tutto  l’anno,  ormai  il  cliente  neanche  attende  la  stagione  per  vederselo  applicare»,  afferma  una  nutrita  dei  commercianti  interpellati.E  questo  a  dimostrazione  che  la  realtà  è  ben  diversa  da  ciò  che  appare,  per  molte  attività  i  saldi  sono  iniziati  già  a  metà  della  scorsa  settimana,  con  sconti  anticipati  nella  speranza  di  preparare,  o  trattenere,  una  clientela  risicata  e  incostante.  Pochi  acquisti,  spesso  stagionali,  con  battute  di  scontrini  di  poche  decine  d’euro.  «La  gente  non  rinnova  più  l’ar-  madio,  si  approfitta  dei  saldi  per  l’acquisto  aggiuntivo,o  per  un  abbinamento  dell’ultimo  minuto»,  continuano  i  negozianti  nella  loro  riflessione.Si  avverte,  quest’anno  in  maniera  predominante,  la  concorrenza  dell’e-commerce,  abitudine  ormai  entrata  a  gamba  tesa  nella  routine  e,  senza  risparmiare  alcun  settore,  lascia  i  negozi  vuoti.  Le  esigue  passeggiate  sono  un  altro  tasto  dolente  riscontrato  in  maniera  indistinta  da  Piazza  Roma  al  Cavatore,  sino  al  quasi  totale  deserto  nel  tardo  pomeriggio.  «Con  il  gran  caldo  di  questi  giorni,  in  molti  sono  corsi  al  mare»,  fanno  notare  soprattutto  i  negozi  del  settore  casalingo,  per  i  quali  i  prodotti  richiesti  oscillano  dal  particolare  piatto  di  portata  estivo,  al  corredo  letto  da  usare  in  vacanza.  È  quasi  completamente  fermo  invece  il  settore  tessile,  che  riporta  un  calo  generale  delle  vendite  di  circa  il  30  per  cento,  aggravato  dalla  scarsa  presenza  di  capi  eleganti  per  l’estate.  «Molte  aziende  non  hanno  prodotto  e  siamo  stati  cauti  negli  acquisti»,  spiegano  i  gestori  del  negozio  di  abbigliamento  “Ciak”,  che  sperano  in  un  miglioramento  nelle  prossime  settimane.  È  diversa  la  situazione  per  il  settore  bambini,  soprattutto  per  la  fascia  d’età  neonatale  e  primi  passi  che,  rientrando  tra  i  servizi  di  prima  necessità,  non  ha  mai  chiuso,  seppure  senza  effettivi  vantaggi.  «Con  l’abbigliamento  stiamo  lavorando  un  po’  di  più  grazie  ai  battesimi»,  dichiarano  i  negozianti  che  risentono  la  difficoltà  di  vestire  i  bambini  la  cui  età  si  aggira  intorno  ai  18  mesi,  il  doppio  della  media  prevista  per  l’occasione.  Le  calzature  bambino  invece  pare  siano  in  pareggio  con  i  dati  dello  scorso  anno,  stessa  situazione  verificatasi  anche  per  i  negozi  di  pelletteria  e  lingerie.  Oltre  ai  molti  locali  vuoti  che  costeggiano  la  principale  arteria  del  centro  storico,  altrettanti  avvertono  la  minaccia  della  chiusura  e  il  senso  di  abbandono  da  parte  dello  Stato,  cieco  di  fronte  alle  effettive  perdite  di  fatturato,  per  cui  sono  giunti  ristori  insufficienti,  se  non  del  tutto  assenti.  Mentre  negozi  come  Calzature  Prestige  ammette  di  aver  vissuto  giornate  di  incasso  inferiori  a  200  euro,  il  settore  cosmetico  e  profumeria  è  tra  i  più  amareggiati,  con  chiusure  di  giornata  che  rasentano  lo  zero,  fornitori  sordi  alle  difficoltà  del  singolo  commerciante  e  intransigenti  canoni  di  locazione.  La  stagione  degli  sconti  si  prolunga  per  tutta  l’estate,  fino  al  1  settembre,  con  la  speranza  che,  almeno  dopo  ferragosto,  la  città  torni  a  popolarsi.«I  saldi  favoriscono  il  cliente  che  cerca  l’affare  e  i  centri  commerciali,  non  il  piccolo  negozio»,  è  l’appello  dei  commercianti,  che  riscontrano  poco  interesse  da  parte  della  cittadinanza.«In  una  città  quasi  essenzialmente  impiegatizia,  dove  gran  parte  della  popolazione  lavora  ancora  in  smart  working  – concludono  – non  saranno  i  saldi  a  favorire  la  ripartenza,  ma  certamente  dopo  le  vacanze,  chi  ha  la  disponibilità  favorisca  i  negozi  su  Corso  Mazzini». 

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