13 Agosto 2010

Poche gocce ed è subito alluvione

– MILANO – POCO PIÙ CHE un fortissimo acquazzone estivo. Ma il risultato è che non hanno tenuto gli argini del Lambro nelle province di Milano e Monza. E anche il Seveso si è ingrossato provocando allagamenti in viale Cà Granda, in zona Niguarda, a Milano e molte preoccupazioni. Per un giorno la Lombardia è finita sott’ acqua, con fiumi senza controllo. Con abitazioni e scantinati allagati, e la chiusura di strade provinciali e ponti dettata da ragioni di sicurezza. Così mentre il Codacons, associazione dei consumatori, invita i cittadini che hanno subito danni a inoltrare le richieste di risarcimento agli amministratori locali competenti sul territorio, Legambiente punta il dito contro i mancati investimenti dei Comuni per "infrastrutturare" la rete fognaria. «Le istituzioni sia statali sia locali non intervengono abbastanza sulla manutenzione ordinaria della rete fognaria poiché è quella che viene chiamata direttamente in causa in situazioni come queste, ossia di pioggia concentrata in poco tempo», tuona Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente. Secondo lei è una questione di pulizia dei tombini… «Certo, non siamo ai grandi fiumi che esondano, non è piovuto per una settimana intera. Ci rendiamo conto che siamo in affanno solo per qualche millimetro di pioggia in più? Ripeto: qui si dovrebbe maggiormente investire in canali scolmatori, depuratori, nella pulizia dei tombini, nella messa a punto della rete fognaria. Tutto rientra nel ciclo integrato delle acque. E i Comuni li avrebbero anche i fondi per far decollare queste piccole opere». E allora di chi è la colpa? «Del Patto di stabilità che impedisce ai Comuni di investire. E sono miliardi di euro bloccati. Un problema drammatico dei Comuni di tutta Italia ma soprattutto di quelli del Nord, in pareggio. E l’ allarme non siamo solo noi a lanciarlo, ma anche l’ Associazione nazionale dei costruttori edili e l’ Anci, l’ associazione dei Comuni». La rete fognaria è alle pezze… «Dico che la rete dei canali degli scarichi intorno a Milano è stata trascurata e non permette di far fronte anche a normali acquazzoni estivi. Ecco l’ altro punto importante. Sta cambiando il clima, aumentano gli eventi improvvisi ed eccezionali, un indicatore che viene riconosciuto dai meteorologi come fra i primi segnali di un cambiamento climatico generalizzato che sta avvenendo in tutto il mondo. Quindi, in futuro diventerà sempre più necessario fare quelle opere di manutenzione». Qualche grattacielo in meno… «Oserei dire qualche autostrada in meno e una grande opera pubblica in più di manutenzione del territorio». Soluzioni ecologiche? «Asfaltare meno, anche in ambito urbano. Progettare case che prevedano il recupero dell’ acqua piovana con delle grandi cisterne da utilizzare per annaffiare le aiuole del giardino condominiale. Canali lasciati a cielo aperto. Penso ad Amburgo ma anche ad altre città tedesche. Questo è il futuro. Quando si parla di green economy s’ intende un uso attento del territorio».

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