3 Febbraio 2011

Pm10 triplicato: “Chiudere le scuole”

La richiesta arriva dal Codancos. Blocco, 19 sindaci dell’hinterland criticano la Moratti
 

Non si placa l’ assedio delle polveri sottili sull’ aria: la concentrazione di Pm10 è arrivata martedì a valori di tre volte superiori il limite consentito. Complici le condizioni atmosferiche e la mancanza di vento, nemmeno la fase due del piano antismog voluto dal sindaco Letizia Moratti appare efficace davanti all’ assedio dell’ inquinamento. Dall’ inizio dell’ anno sono 29 le giornate fuori legge e la serie di quelle consecutive è arrivata a 21. Intanto, il Comune conferma che ha allo studio una serie di correttivi all’ ordinanza per ridurre i disagi legati ai divieti, disagi soprattutto per gli autotrasportatori che riforniscono i negozi del centro. Venerdì potrebbe concedere una finestra di due ore anche ai furgoni più inquinanti. «Stiamo lavorando per un equilibrio tra le esigenze dei commercianti e l’ esigenza di tutelare la salute dei cittadini, che viene prima di tutto», si è limitata a dire il primo cittadino in risposta alle pressioni dell’ Unione del Commercio per ottenere deroghe. Quanto al possibile blocco del traffico di domenica, è confermato ma restano incerte le modalità. E Milano riceve un’ altra volta le critiche di 19 sindaci dell’ hinterland (da Rozzano a Sesto San Giovanni, da San Donato Milanese ad Assago), che ieri con una lettera al presidente Guido Podestà, hanno chiesto alla Provincia «un tavolo di confronto permanente per pianificare strategie comuni in tema di politiche ambientali e di salute pubblica», definendo lo stop milanese «un’ azione sporadica e inutile». La riunione è già stata convocata per il 9. Intanto, il Codacons, l’ associazione dei consumatori, ha chiesto a Palazzo Marino di chiudere le scuole fino a che i valori del Pm 10 non scenderanno. «Basta avvelenare i nostri bimbi. E si ridurrebbe il traffico».
 

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