3 Dicembre 2009

Pm10, Codacons pronto all’esposto

Smog e polveri. Intanto al porto quartiere e residenti soddisfatti per il piano cave: «Basta camion»  Dopo gli avvisi di garanzia milanesi l’associazione va all’attacco anche a Pesaro

 
  Incassata la riapertura dell’inchiesta per lo smog e le polveri sottili a Milano, il Codacons si prepara ad una nuova battaglia in altre città, Pesaro compresa. La notizia dell’avviso di garanzia al presidente della Regione Formigoni e al sindaco di Milano Letizia Moratti per la violazione dell’articolo 674 del codice penale legato ai superamenti dei livelli di inquinamento atmosferico, ha riportato al centro dell’attenzione il problema delle "famigerate" Pm10, che ormai da anni attanaglia anche le città costiere di Pesaro e Fano.  E il Codacons, che lo scorso 26 ottobre dietro un nuovo esposto ha spinto la Procura milanese a riaprire il dossier sul caso smog, inviando avvisi di garanzia ai vertici istituzionali lombardi, ora è pronto a nuove offensive anche nel nostro territorio.  «Ci siamo incontrati questa mattina (ieri, ndr) – afferma Paola Rita Mancini, responsabile Codacons nel territorio provinciale – c’è l’esigenza di nuove iniziative a livello regionale per il problema dell’inquinamento atmosferico». Pesaro non è esclusa dai comuni nel mirino dell’associazione: «Cinque anni fa, quando venne fuori il problema dello smog a Pesaro, abbiamo chiesto di allestire un tavolo con il Comune che ha portato alla certificazione delle caldaie, facendo pagare 8 euro ai manutentori. Poi ci siamo fermati, ma ora, visto anche quello che sta succedendo a Milano, siamo pronti a farci nuovamente sentire». Sul piatto la proposta di nuove iniziative, anche pesanti. Altri esposti? «Non lo escludo, potrebbe rientrare tra le azioni da portare avanti». Nella città della Madonnina, al centro dell’inchiesta per smog, finora gli sforamenti di Pm10 sono stati 91. A Pesaro le cose stanno andando meglio, con 47 giornate fuorilegge rilevate fino a questo momento dalla centralina di via Giolitti. Ma questo non fa differenza per il limite fissato dalla Comunità Europea di 35 giornate con i valori delle Pm10 superiori ai 50 mg/mc. Pesaro, così come Milano, è "fuorilegge". Va detto anche che la centralina di via Giolitti, ormai da diverse settimana è stata dismessa e trasferita a Morciola. Ora il riferimento per il traffico urbano su scala provinciale e delle città costiere è quello della centralina di via Montegrappa a Fano. Stazione che, da quando Pesaro è orfana del suo impianto si rilevamento, ha registrato 14 superamenti di Pm10. Le misure delle due stazioni, come dichiarato recentemente dall’assessore provinciale all’Ambiente Porto, sono sovrapponibili. Se area vasta deve essere, che area vasta sia. Quindi possiamo tranquillamente affermare che a Pesaro gli sforamenti dall’inizio dell’anno non sono 47, bensì 61. Un dato inferiore alle maglie nere registrate negli anni scorsi: 94 superamenti di Pm10 nel 2004, 126 nel 2005, 148 nel 2006, 131 nel 2007 e 73 nel 2008. Un miglioramento, quello del 2009, che però non può far dormire sonni tranquilli all’amministrazione: restiamo sopra la soglia d’allarme e il prossimo anno la direttiva Ue dovrebbe abbassare l’asticella dei superamenti annuali di 50 mg/mc a sole 7 giornate.
 

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